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Oggi nella Sala di Rappresentanza di Palazzo Tursi a Genova, è
stato presentato il libro "7 ottobre 1943. La deportazione dei
Carabinieri romani nei Lager nazisti", opera di Anna Maria
Casavola, collaboratrice da anni con il Museo storico della
Liberazione di Roma e con l'Associazione Nazionale ex internati nei
Lager nazisti. È stato possibile ricostruire quei drammatici giorni
grazie alle preziose fonti documentali inedite, non più secretate,
degli archivi militari italiani, tedeschi ed alleati a cui la
professoressa Casavola ha avuto accesso.
Alla presentazione è intervenuta l'autrice, Nando Dalla Chiesa,
l'Ispettore Regionale per la Liguria dell'Associazione Nazionale
Carabinieri, Giovanni Cereda e il Comandante della Regione
Carabinieri, Generale Salvatore Scoppa. Ha concluso la cerimonia il
sindaco di Genova, Marta Vincenzi. L'opera narra del rastrellamento
dei carabinieri in servizio nella capitale il 7 ottobre 1943,
quando alcuni camion della Werhmacht, scortati da motociclisti,
sfrecciarono per le strade della capitale diretti alle stazioni
Ostiense e Trastevere. A bordo c'erano oltre 2.000 carabinieri che
vennero poi fatti salire sui vagoni merci. I più anziani si
arrampicarono a fatica ma vennero cacciati dentro a forza dai
soldati nazisti. Solo il giorno dopo i convogli cominciarono a
muoversi. Ma ci vollero nove giorni di atroci sofferenze per
arrivare in terra tedesca e polacca. La deportazione avvenne perché
Kappler e il comando tedesco non si fidavano dei carabinieri perché
avevano già dato prova di aiutare la Resistenza, facendo fuggire i
prigionieri politici dalle carceri e avvertendo la popolazione di
possibili retate delle SS.
Quando gli alleati avanzarono, i nazisti obbligarono anche i
carabinieri alle terribili marce della morte, e di certo in 620 non
tornarono. Mai i carabinieri si piegarono ai nazisti e ai fascisti,
e l'opera della Casavola ne documenta il sacrificio e precisa la
memoria.
Il libro, edito da Edizioni Studium, è introdotto da Max Giacomini
(presidente dell'Associazione Nazionale Ex Internati), la
prefazione è di Antonio Parisella (professore di Storia
contemporanea e Storia dei movimenti e dei partiti politici
all'Università degli studi di Parma e di Storia sociale urbana alla
LUMSA di Roma, vicepresidente dell'Istituto nazionale di sociologia
rurale e presidente del Museo storico della liberazione via Tasso
145, Roma), la postfazione del Col. Giancarlo Barbonetti, Capo
dell'Ufficio Storico dell'Arma.
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