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Le malversazioni nell'ambito di progetti sanitari in Uganda,
l'evasione dei dazi antidumping sul silicio metallico cinese o la
presunta richiesta di tangenti in cambio di appalti da parte di un
agente di una delegazione della Commissione sono soltanto tre
esempi della grande varietà di casi di cui l'Ufficio europeo per la
lotta antifrode (OLAF) si è occupato nel 2008. L'OLAF ha presentato
oggi a Bruxelles il nuovo rapporto annuale di attività, in cui
illustra il suo lavoro all'interno e all'esterno dell'UE attraverso
un gran numero di casi tipo e di tabelle statistiche. Nel 2008
l'OLAF ha aperto 204 nuovi casi.
"Il fatto che il volume di informazioni ricevute dall'OLAF sia
ancora aumentato, e in misura considerevole, conferma la fiducia
del pubblico nella nostra azione contro le frodi e la corruzione",
ha dichiarato il direttore generale dell'OLAF Franz-Hermann Brüner
in occasione della presentazione dell'ultimo rapporto di attività
dell'OLAF a Bruxelles, sottolineando che "Dopo dieci anni dalla sua
creazione, l'OLAF ha una posizione consolidata e gode di un'ottima
reputazione a livello internazionale. Ma l'OLAF non può lottare da
solo contro le frodi e la corruzione: il nostro successo dipende
anche dai nostri partner negli Stati membri, nei paesi terzi, nelle
organizzazioni internazionali e nelle istituzioni dell'UE".
Il rapporto di quest'anno riserva particolare attenzione al
seguito giudiziario delle indagini. Dal 1999, quando è stato
creato, ad oggi l'OLAF ha aperto oltre 3000 casi. A seguito delle
indagini dell'OLAF, più di 300 persone sono state condannate in
sede penale a un totale di 875 anni di reclusione, 208 dei quali
sono stati sospesi.
Ancora una volta il contribuente europeo ha tratto un vantaggio
finanziario notevole dalle attività dell'OLAF. Sebbene l'effetto
preventivo dell'azione dell'OLAF non possa essere misurato in
cifre, nel 2008 è stato recuperato un importo superiore a 460
milioni di euro in relazione a casi dell'OLAF. Nello stesso
periodo, i costi operativi dell'OLAF sono ammontati a 53 milioni di
euro.
L'OLAF conferma la sua capacità di trattare efficacemente le
nuove informazioni su potenziali casi di irregolarità, frode o
corruzione. Il volume delle informazioni ricevute dall'Ufficio è
passato da circa 500 nuovi casi nel 2002 alla cifra record di oltre
1000 nel 2008.
Il rapporto di quest'anno spiega in che modo l'OLAF garantisce
la tutela dei fondi UE, citando a titolo di esempio le operazioni
in Bulgaria, e illustra i metodi innovativi di individuazione delle
frodi, come i potenti strumenti analitici e il know-how utilizzati
per facilitare e rafforzare l'esame dei dati del programma quadro
di ricerca.
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