Nella suggestiva atmosfera di Piazza di Siena, immersa nel
verde di Villa Borghese, si è svolta, in serata, la cerimonia del
194° Anniversario della Fondazione dell'Arma dei Carabinieri alla
presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del
Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi, del Ministro della
Difesa On. Avv. Ignazio La Russa, del Capo di Stato Maggiore della
Difesa Generale Vincenzo Camporini e di quelli di Forza Armata, il
Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, Gianfrancesco
Siazzu, e di molti rappresentanti del Parlamento, del Governo, del
Corpo Diplomatico, dell'Arma in servizio ed in congedo, nonché
delle massime Autorità civili, religiose e militari della Capitale,
della Provincia di Roma e della Regione Lazio.
Nella mattinata, la cerimonia è stata preceduta dalla deposizione
di una corona al Sacello del Milite Ignoto, all'Altare della Patria
ed al Sacrario dei Caduti presente all'interno del Museo Storico
dell'Arma.
Ha aperto la parata la prestigiosa Banda dell'Arma dei Carabinieri,
seguita dal Medagliere dell'Associazione Nazionale Carabinieri, dal
Labaro dell'Opera Nazionale Assistenza Orfani dei Militari
dell'Arma dei Carabinieri, dalla Compagnia multinazionale della
Forza di Gendarmeria Europea (EGF) e da una rappresentanza del
COESPU (Centro di Eccellenza per le Stability Police
Units). Successivamente hanno sfilato la Bandiera di Guerra
dell'Arma, lo Stendardo e Bandiera di Combattimento della Fregata
"Carabiniere" e tre Reggimenti di cui: il 1° su due Battaglioni di
allievi dell'Accademia di Modena, della Scuola Ufficiali, della
Scuola Allievi Marescialli e Brigadieri e della Scuola Allievi
Carabinieri di Roma; il 2° su tre Battaglioni con Bandiera e
militari del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti "Tuscania" e
del G.I.S. (Gruppo di Intervento Speciale), dei Reggimenti 7°
"Trentino-Alto Adige" e 13° "Friuli-Venezia Giulia", dell'8°
Battaglione "Lazio",
dei Comandanti di Stazione, dei Carabinieri di Quartiere ed
una Compagnia di militari in uniforme di servizio invernale
con bandoliera. Presente una Compagnia di Carabinieri di
"Cacciatori" di Calabria ed una mista di militari
Elicotteristi, del Raggruppamento Investigazioni Scientifiche,
del Nucleo Operativo Ecologico, dei Nuclei Antisofisticazione
e Sanità, del Servizio Navale, Cinofili, Subacquei e
Rocciatori; il 3° Reggimento montato composto dalla Fanfara a
cavallo con Stendardo e Gruppo Comando con Bandiera
Colonnella, uno Squadrone di Corazzieri e 3 di Carabinieri del
4° Reggimento a cavallo, più rappresentanze delle Gendarmerie
a cavallo di Spagna, Portogallo, Olanda, Marocco, Romania e
Cile. Fuori dallo schieramento la Fanfara della Scuola Allievi
Carabinieri di Roma.
Terminato lo schieramento sono stati resi gli onori al
Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha passato in
rassegna i reparti e preso successivamente posto sul palco d'onore.
Già nella mattinata, in un messaggio inviato al Comandante Generale
dell'Arma dei Carabinieri Gianfrancesco Siazzu, il Presidente ha
rivolto un riverente omaggio alla gloriosa Bandiera dell'Arma,
simbolo di amor patrio, di fedelta' e di onore militare. Il primo
pensiero è andato ai militari caduti nell'adempimento del dovere i
quali […] hanno perso la vita per il rispetto della legge
contro ogni forma di sopraffazione e di violenza. La loro memoria
contribuisce a rinsaldare e diffondere i valori di liberta' e
democrazia fondamento della nostra Carta Costituzionale. La storia
e le tradizioni dell'Arma, da sempre attenta nel suo radicamento
sul territorio alla centralita' della persona, alla tutela della
sicurezza di ogni cittadino, all'ordinato sviluppo della
collettivita' ed alla promozione della pacifica convivenza civile,
dimostrano infaticabile impegno per una societa' piu' giusta e
solidale e costituiscono eredità preziosa, fonte di insegnamento
per le nuove generazioni. Consapevole della quotidiana e meritoria
opera svolta dai Carabinieri, il Paese si stringe oggi con affetto
intorno all'Arma, che riconosce come Istituzione, immancabilmente
presente e vicina, al servizio della popolazione nelle grandi
città', nei centri minori, nelle campagne: Istituzione
rappresentata dalle emblematiche figure del Maresciallo comandante
di Stazione e del Carabiniere di quartiere.
Il
modello di efficienza organizzativa dell'Arma dei Carabinieri
ha ormai travalicato i confini nazionali, riscuotendo
l'apprezzamento della comunita' internazionale, con la
qualificata partecipazione a numerose missioni di sostegno
della pace in aree drammaticamente provate da tensioni e
conflitti, nel quadro del più ampio impegno delle Forze Armate
italiane per la sicurezza e lo sviluppo ed in contesti
multinazionali e multidiscisciplinari linari di notevole
complessità. L'Italia guarda con fiducia ed ammirazione
all'Arma, rassicurata dalla certezza di poter contare sulla
sua dedizione e determinazione nell'affrontare le emergenze
del XXI secolo: dal terrorismo al crimine organizzato, dalla
lotta alla droga alla salvaguardia dell'ambiente, del
patrimonio culturale e della salute pubblica,
dall'imprescindibile sicurezza sui luoghi di lavoro alle
calamita' naturali.
Successivamente ha preso la parola il Ministro della
Difesa, On. Avv. Ignazio La Russa, il quale, dopo aver salutato il
Presidente della Repubblica e le alte cariche istituzionali
presenti, ha voluto rendere omaggio al Tricolore "simbolo della
Patria, Bandiera sempre onorata dai Carabinieri del passato e del
presente e che, certamente, anche in futuro sarà difesa dai
Carabinieri. A quasi due secoli dalla sua fondazione, l'Arma dei
Carabinieri è una risorsa insostituibile per il sistema di difesa e
sicurezza nazionale e dimostra un'eccezionale vitalità:
un'"innovazione riuscita" del 1814, che ancora oggi reputiamo come
una delle più "moderne tradizioni" italiane. La tutela dell'ordine
e della legalità è, oggi più che mai, segnata dalla diversità e
dalla fluidità delle minacce: dalla criminalità diffusa e locale a
quella organizzata e transnazionale, al terrorismo internazionale.
Si tratta di un mosaico d'indubbia complessità che richiama la
continuità tra due ambiti d'intervento - difesa esterna e sicurezza
interna - che trovano nell'agire concreto sempre maggiori punti di
congiunzione. Questo principio di necessaria coesione è proprio
dell'Arma, la quale è in grado di offrire un contributo importante
all'intero sistema quale "forza militare di polizia a competenza
generale e in servizio permanente di pubblica sicurezza"[...] Nei
Teatri di operazione all'estero i Carabinieri, insieme ai
Contingenti delle altre Forze Armate, sono interpreti delle più
alte virtù della Nazione: la solidarietà, l'umanità,
il rispetto per le culture diverse. L'apprezzamento della
Comunità internazionale conferma la grande professionalità e
l'indiscusso prestigio dei nostri militari.[...] D'altro canto
fondamentale si conferma il tradizionale ruolo dell'Arma nel
sistema di sicurezza del Paese, nell'assolvimento delle
funzioni di ordine e sicurezza pubblica, accanto alle altre
Forze di polizia.[...] Il perno di queste attività sono le
oltre 4.600 Stazioni e Tenenze dei Carabinieri, ancora oggi i
tasselli più efficaci dell'articolato dispositivo territoriale
dell'Arma, capaci di realizzare quel sistema integrato di
presidio, conoscenza e attività, che rende concreto il
controllo del territorio. I brillanti risultati conseguiti nel
2007 dalle Stazioni Carabinieri ne confermano la vitalità
insostituibile per una effettiva risposta dello Stato alle
richieste di sicurezza dei cittadini.[...] L'impegno di
prevenzione dell'Arma si esprime anche nell'applicazione di
nuove formule operative. Oltre 1.500 "Carabinieri di
quartiere" svolgono il proprio servizio in tutti i capoluoghi
di provincia e in altri 109 centri maggiori, offrendo una
presenza vigile e rassicurante mediante il contatto quotidiano
con i cittadini. Si tratta di un efficace strumento di
"prevenzione avanzata" che mira a soddisfare la domanda di
sicurezza nei luoghi dove essa si manifesta maggiormente. Ho
personalmente avanzato la proposta di un ampliamento di questa
funzione ipotizzando, in concorso con le altre forze dello
Stato, servizi di perlustrazione e pattuglia nelle aree in cui
più forte è la richiesta di sicurezza e controllo del
territorio. [...] L'Arma dei Carabinieri non è solo un
fenomeno organizzativo fatto di schemi ordinativi e di
dotazioni tecniche, ma è un organismo vitale che funziona - e
funziona bene - anche perché tutti i suoi componenti sono
convinti dell'utilità sociale del loro operato quotidiano.
Sanno di operare per il bene comune, di stare nel giusto a
difesa della legalità, della sicurezza e del benessere dei
cittadini: in poche parole di essere, insieme con tutte le
altre forze dell'ordine, uno dei pilastri su cui si fonda la
civile convivenza della nostra Nazione. Questa visione morale,
questo modo di intendere il dovere senza riserve, sostiene
l'azione dei Carabinieri, soprattutto nei momenti più
difficili: questo rende ancora più grande il sacrificio dei
Caduti, davanti al quale oggi tutti ci
inchiniamo".
E' seguita la consegna delle Ricompense alla Bandiera di Guerra
dell'Arma ed ai militari che si sono particolarmente distinti in
servizio per abnegazione, dedizione e senso del dovere, spinti
anche all'estremo sacrificio. In particolare, alla Bandiera
dell'Arma è stato conferito il Diploma di 1^ Classe con Medaglia
d'Oro "Per la molteplicità e incisività degli interventi
effettuati dall'Arma dei Carabinieri nella tutela e nella
salvaguardia del patrimonio culturale nazionale che, in perfetta
sinergia operativa tra le diverse componenti specializzate e
territoriali e in piena unità di intenti con le strutture
ministeriali, attraverso una meticolosa opera di ricostruzione
delle vicende storiche e giudiziarie contribuivano in modo
determinante al definitivo rientro in Patria di reperti
archeologici di inestimabile valore storico-artistico illecitamente
esportati all'estero, suscitando unanime, incondizionato plauso
delle più alte cariche dello Stato per la meritoria opera svolta
nell'assicurare alle future generazioni la coscienza e la
conoscenza del proprio passato e dell'identità
collettiva".
Territorio nazionale ed estero 2006-2007.
Momenti
di particolare commozione si sono avuti durante la consegna
delle Medaglie d'Oro "alla memoria" ai militari
caduti nell'adempimento del proprio dovere. La prima Medaglia
d'Oro al Valor Civile "alla memoria" è stata
conferita all'Appuntato Scelto Ciro De Vita che, il 30 aprile
2006 in Lugagnano di Sona (VR), "nel corso di
perlustrazione notturna, mentre procedeva al controllo di
un'auto, avvedutosi del sopraggiungere di altra vettura a
forte velocità, si frapponeva tra il conducente sottoposto a
controllo e l'auto in corsa, dalla quale veniva travolto e
ucciso. Splendido esempio di elette virtù civiche ed altissimo
senso del dovere, spinti fino all'estremo
sacrificio". Due medaglie d'Oro al Merito Civile
"alla memoria" sono state rispettivamente
conferite: al Maresciallo Capo Stefano Piantadosi che, il 15
giugno 1980 in Opera (MI), in qualità di "Comandante di
Stazione, fermato un pericoloso latitante, durante le fasi del
controllo, veniva attinto da un colpo di pistola esploso dal
malvivente, decedendo. Chiaro esempio di elette virtù civiche
ed altissimo senso del dovere portato fino all'estremo
sacrificio"; all'Appuntato Scelto Michelino Vese che, il
14 dicembre 2004 in Bagnolo del Salento (LE), "nel corso
di perlustrazione notturna, intercettava alcuni malfattori che
avevano appena rubato un autocarro. Fatto segno a violenta e
reiterata azione di fuoco, replicava con l'arma in dotazione e
proseguiva l'inseguimento, interrotto solo a causa di un
gravissimo incidente stradale in cui perdeva la vita. Fulgido
esempio di elette virtù civiche ed altissimo senso del dovere,
spinto fino all'estremo sacrificio". In quest'ultima
circostanza rimaneva gravemente ferito anche il militare
autista, Appuntato Scelto Giuseppe Festagallo, decorato con
Medaglia d'Oro al Merito Civile.
La Medaglia d'Oro al Valore dell'Arma "alla memoria" è stata
conferita all'Appuntato Scelto Roberto Sutera che, il 4 luglio
2007, in Roma Torrenova (RM), il quale "nel corso di
perlustrazione notturna, unitamente ad altro militare, intercettava
un pregiudicato che, a bordo di un furgone, aveva forzato un posto
di blocco e, sprezzante del pericolo, ingaggiava protratto
inseguimento nel corso del quale perdeva la vita dopo il
ribaltamento dell'autovettura di servizio, violentemente speronata.
Il malfattore veniva successivamente catturato. Fulgido esempio di
elette virtù militari, altissimo senso del dovere e spiccato
coraggio, spinti fino all'estremo sacrificio". Per lo stesso
episodio è stata di conferita la Medaglia d'Argento al Valore
dell'Arma al Carabiniere Francesco Denaro, componente della
pattuglia che, nella circostanza, è rimasto ferito.
Sono seguite la Medaglia d'Argento al Valore Militare al
Carabiniere Daniele Condemi che, il 21 aprile 2006 in Civitavecchia
(RM) "libero dal servizio ed in abiti civili, non esitava ad
affrontare cinque pericolosi malviventi sorpresi in flagrante
rapina ai danni di un istituto di credito. Esposto a violenta
azione di fuoco, replicava con l'arma in dotazione, ponendo in fuga
i rapinatori - successivamente catturati - e permettendo la
liberazione di due ostaggi. Fulgido esempio di elette virtù
militari ed altissimo senso del dovere"; la Medaglia d'Oro al
Valore Civile al Carabiniere (ora Carabiniere Scelto) Martino
Decorato che, il 19 settembre 2006 in Napoli, mentre era
"libero dal servizio, non esitava ad affrontare quattro
malviventi sorpresi mentre tentavano di rapinare una coppia di
passanti. Benché accoltellato ad una gamba, riusciva a trarre in
arresto un rapinatore ed a mettere in fuga i complici, tutti
successivamente catturati. Fulgido esempio di elette virtù civiche
ed altissimo senso del dovere ".
La Medaglia d'Oro al Valor Civile è stata conferita infine al
S.Ten. (ora Ten.) Nicola DI MAGGIO, al Maresciallo Capo Raffaele
Martucci, al Maresciallo Giuseppe Caroppa e all'Appuntato Salvatore
Davide Arena, che il 31 agosto 2007 in Sant'Antimo (NA), "con
eccezionale coraggio e cosciente sprezzo del pericolo, non
esitavano ad affrontare due malviventi, di cui uno armato di
pistola, autori, pochi istanti prima, dell'omicidio di un
pregiudicato appartenente ad opposta fazione camorristica. Pur
fatti segno a violenta azione di fuoco, si lanciavano
all'inseguimento, riuscendo ad arrestare uno dei malfattori. Chiaro
esempio di elette virtù militari e non comune senso del
dovere".
E' stata poi la volta della premiazione di cinque Comandanti di
Stazione che hanno avuto il plauso di autorità locali e la stima
della popolazione per serenità, incisività e speditezza
nell'attività di comando svolta e per l'elevata e consolidata
esperienza e competenza professionale portandoli a raggiungere
eccellenti risultati operativi. Il "premio annuale" è stato
assegnato al Luogotenente Giovanni Santoriello, Comandante della
Stazione di Torino Pozzo Strada (TO), al Maresciallo Aiutante
s.UPS Vittorio La Notte, Comandante della Stazione di Grado (GO),
al Luogotenente Mario Petrini, Comandante della Stazione di
Cagliari Sant'Avendrace (CA), al Maresciallo Aiutante s.UPS
Francesco Mingolla, Comandante della Stazione di Pescara Scalo (PE)
ed al Maresciallo Aiutante s.UPS Natale Innocenzo Malagrinò,
Comandante della Stazione di Botricello (CZ).
Dopo il deflusso dei reparti, la manifestazione è terminata con il
tradizionale carosello equestre del Reggimento Carabinieri a
Cavallo: un alternarsi fluido e ritmico di figure complesse e non
prive di un certo rischio, eseguite con grande abilità e perizia,
degna di quella tradizione della cavalleria italiana della quale i
carabinieri del Reggimento e l'Arma intera sono fedeli e rigorosi
custodi, che hanno trovato il loro culmine nella carica, un
turbinare di pennacchi tra il balenio delle sciabole sguainate e lo
sventolare dello stendardo, sottolineato dal grido
"Pastrengo!"
in memoria dell'eroica battaglia di Pastrengo del 30 aprile
1848.
Con gli onori al Presidente della Repubblica che, accompagnato dal
Ministro della Difesa, dal Capo di Stato Maggiore della Difesa e
dal Comandante Generale dell'Arma, ha lasciato Piazza di Siena, la
manifestazione è giunta al termine. La coreografia, le luci ed i
colori hanno sicuramente contribuito ad emozionare lo spettatore,
ma ciò che resta è la vicinanza dell'Arma al cittadino, così come è
stato ben sintetizzato nello slogal "Carabinieri,
patrimonio delle comunità". E con questo vi diamo appuntamento
all'anno venturo. |