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Questa mattina, nell'Aula Magna della prestigiosa Scuola Ufficiali
Carabinieri di Roma intitolata alla "M.O.V.M. Magg. Ugo de
Carolis", ha avuto luogo la cerimonia d'inaugurazione
dell'Anno Accademico 2007-2008. Il tradizionale evento costituisce
sia l'occasione per presentare al Paese ed alle alte Autorità di
governo intervenute consuntivi e progetti strategici di rilevanza
istituzionale, sia un momento solenne per i giovani Ufficiali
frequentatori che richiama l'impegno di fedeltà assunto con il
giuramento ai valori del carabiniere, saldamente radicati nella
tradizione e nell'esempio di coloro che, per difenderli, sono
giunti anche a sacrificare la loro esistenza.
All'evento hanno partecipato il Presidente Emerito della
Repubblica, Sen. Francesco COSSIGA, il Ministro della Difesa, On.
Arturo PARISI, il vice Ministro dell'Interno, On. Marco MINNITI, il
Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giampaolo di Paola,
il Capo della Polizia, Prefetto Antonio Manganelli, i Vertici
dell'Arma in servizio, nonché numerose autorità militari e civili e
rappresentanze dell'Associazione Nazionale Carabinieri e del
Co.Ce.R.
Dopo il saluto del Comandante della Scuola Ufficiali, Generale di
Divisione Massimo IADANZA, hanno preso la parola, nell'ordine, il
Comandante Generale dell'Arma, Gianfrancesco SIAZZU, ed il Ministro
della Difesa, On. Arturo PARISI.
Il Comandante Generale ha subito posto l'accento sul "dinamismo
organizzativo" dell'Istituzione, ancorata saldamente alle
pietre angolari del proprio ordinamento: "la militarità, la
piena integrazione nella Difesa, la territorialità del dispositivo,
le scelte di specializzazione, la stretta collaborazione con le
altre Forze di polizia".
La prima riflessione è stata dedicata "alle missioni che
l'Arma, impegnando circa 700 Carabinieri, conduce nell'ambito delle
iniziative assunte dalla comunità internazionale per ripristinare
le condizioni di stabilità nelle numerose aree di crisi". Dopo
aver riassunto l'impegno dei Carabinieri in Iraq, in Afghanistan e
nei Balcani, il Comandante Generale si è soffermato sull'attività
dell'Arma a tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica,
indicando come obiettivi principali dell'Istituzione il
rafforzamento del controllo del territorio, anche attraverso
l'affermazione del modello di "polizia della comunità" e
il potenziamento qualitativo dell'attività investigativa.
Attraverso il costante adeguamento degli organici delle Stazioni
Carabinieri, in ragione dell'incremento demografico, dello sviluppo
e delle dinamiche criminali, sono state potenziate le attività di
controllo del territorio in quelle aree del Paese dove era
maggiormente necessario, "privilegiando quella gran parte dei
comuni - circa 3700 - ove l'Arma è l'unica forza di polizia
presente".
Nel citare la "misura" dell'impegno profuso da tutti i
carabinieri, è stato evidenziato come "sono state più di
6.800.000 le pattuglie effettuate, in aumento del 16,3% rispetto al
2006. La lotta alla criminalità organizzata ha condotto alla
denuncia di 1.053 persone per associazione di tipo mafioso,
all'arresto di 370 latitanti, nonché al sequestro di patrimoni
illeciti per circa 864 milioni di euro. Le attività investigative
del R.O.S. hanno anche consentito l'arresto di esponenti di rilievo
dell'area eversiva anarco-insurrezionalista e la disarticolazione
di strutture terroristiche di matrice salafita stanziate in Italia.
Particolarmente significativa l'attività delle Stazioni
carabinieri, che nel 2007 hanno denunciato oltre 266.000 persone ed
effettuato 52.627 arresti. Di non minore rilievo il numero di
denunce ricevute: 2.015.844, vale a dire il 67% di quelle
complessivamente presentate a tutte le Forze di polizia. Un numero
rappresentativo della straordinaria produttività delle Stazioni e,
al tempo stesso, concreta testimonianza del credito di fiducia che
la cittadinanza accorda alle Stazioni e, attraverso esse, alle
Istituzioni. In sintesi, le Stazioni, nate con l'Arma nel 1814,
costituiscono ancora oggi i tasselli più efficaci dell'articolato
dispositivo territoriale della sicurezza nazionale".
"E' per questo" - ha proseguito il Comandante Generale -
"che dedichiamo ad esse ogni cura organizzativa, per
potenziarne le capacità di prevenzione e di investigazione. Un
potenziamento che passa anche attraverso l'utilizzazione delle più
avanzate innovazioni tecnologiche il cui utilizzo è stato rivolto
anche al contatto diretto con i cittadini.
Voglio citare la Stazione Carabinieri web, attiva sul nostro sito
istituzionale, che consente l'accesso ad un gran numero di
informazioni, consigli e servizi attraverso un'accattivante
interfaccia virtuale. Il cittadino può così dialogare con un
Carabiniere virtuale e, qualora desideri accedere ad informazioni
più dettagliate, può essere automaticamente collegato ad un
militare dell'Arma. La scorsa settimana, a Berlino, nel corso del
Forum Europeo sull'e-government, proprio questa applicazione
informatica è stata citata quale esempio di avanguardia tecnologica
nel rapporto con i cittadini".
Nel sottolineare come i programmi tecnologici rappresentano pur
sempre una dimensione "strumentale", che "non può e
non deve incidere sulla centralità delle risorse umane", il
Comandante Generale ha evidenziato che "la sicurezza è, prima
di ogni cosa, il prodotto di un agire concreto, l'espressione di un
fare, tangibile e immediato, che richiede un contatto diretto tra
il cittadino e chi è chiamato a tutelarne i diritti".
L'uomo, quindi, al centro dell'attività di prevenzione, ma anche
elemento basilare dell'attività investigativa che l'Arma intende
potenziare - ha proseguito il Generale Siazzu - attraverso la
specializzazione del personale. A tal fine, sono state avviate
tutte le predisposizioni per rendere operativo entro l'anno
l'"Istituto Superiore di Tecniche Investigative", per la
specializzazione del personale impiegato prioritariamente nelle
funzioni di polizia giudiziaria. Si tratterà di un modello
addestrativo completamente nuovo che mira a trasferire nelle aule
la quotidiana pratica investigativa. Sarà poi potenziato anche il
comparto delle investigazioni scientifiche, con la creazione di
cinque "Sezioni di Intervento Operativo" che aumenteranno
la capacità di intervento specialistico sul luogo del delitto dei
Reparti Investigazioni Scientifiche (R.I.S.). Tecnologia avanzata
al servizio di uomini competenti.
Il Comandante Generale, nel tracciare il percorso innovativo
intrapreso, ha sottolineato che tutti gli sforzi compiuti sul piano
organizzativo, che hanno consentito, negli anni, il recupero di
oltre 4.000 unità dal settore logistico per compiti operativi,
sarebbero tuttavia vanificati qualora non venisse garantita la
sostituzione del personale che cessa dal servizio, allo scopo di
evitare l'ulteriore impoverimento del bacino di forze già oggi
carente di 6000 unità rispetto agli organici.
Rivolgendosi, infine, agli Ufficiali Allievi della Scuola, il
Generale Siazzu ha concluso il proprio intervento ricordando
"le illuminate parole che Giovanni Paolo II ha rivolto ai
giovani e che, nella loro straordinaria attualità, devono essere
guida del vostro pensiero e della vostra azione: in una civiltà che
privilegia l'avere di più, ciascuno di voi deve impegnarsi ad
essere di più, crescendo oggi nel sapere, per servire domani il
Paese".
Successivamente, ha preso la parola il Ministro della Difesa che,
al termine del proprio intervento, ha dichiarato ufficialmente
aperto l'Anno Accademico 2007 - 2008 della Scuola Ufficiali
Carabinieri.
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