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Eventi
| OLAF: l'Arma dei Carabinieri e la lotta alle frodi
attraverso le fiction |
Vienna -
Bratislava,23-26/09/2007
Si
è concluso il "7° Seminario formativo della rete dei
comunicatori OAFCN - Office Anti-Fraude Communicators'
Network", tenutosi a Vienna (A) e Bratislava (SK) organizzato
dall'OLAF (Ufficio Europeo Antifrode) che ha avuto come tema
"la fiction come mezzo di contrasto alla frode e alla
corruzione in danno degli interessi finanziari dell' Unione
Europea".
L'evento ha avuto inizio con il saluto del Capo del Dipartimento
Fiscale, presso il Ministero delle Finanze Austriaco, Dott. Wolfang
Nolz, del Vice Presidente della Commissione Europea, con delega
agli Affari Amministrativi, di Controllo e Antifrode, Siim
Kallas, del Direttore Generale dell'OLAF, Franz-Hermann Bruner,
moderatore del seminario formativo, e del portavoce OLAF, Dott.
Alessandro Buttice', rivolto ai rappresentanti delle Forze di
Polizia e Funzionari delle Dogane, della stampa e della produzione
cinematografica e televisiva dei paesi membri dell'Unione
Europea.
L'Arma
dei Carabinieri ha partecipato con il Capo Ufficio Pubblica
Informazione, Colonnello Carlo Felice Corsetti che, nella propria
relazione, ha sottolineato come "l'Arma continua a dedicare
attenzione e disponibilità al settore delle fiction televisive,
strumento attraverso il quale e' possibile avvicinare i cittadini
all'Istituzione, aumentando il tasso di fiducia, migliorando la
propensione alla collaborazione da parte dei telespettatori e,
conseguentemente, l'efficacia del servizio reso alla collettività.
Le fiction televisive si sono rivelate uno strumento di servizio
attraverso il quale il cittadino riceve informazioni sulle
potenzialità e professionalità di ciascuna forza di polizia e
soprattutto incidono sulla soglia di percezione di sicurezza da
parte dei cittadini, valorizzando il rapporto fiduciario verso
l'Arma dei Carabinieri.
Dal "Maresciallo Rocca" a "Ris-Delitti Imperfetti", fino a quelle
ispirate a episodi e protagonisti della storia dell'Arma come
"Ultimo", "Salvo D'Acquisto", "Nassiriya" e "Il Generale Dalla
Chiesa", le fiction sono considerate uno "strumento di servizio"
accattivante con finalità quasi didattiche. Le fiction televisive,
così come il cinema, hanno contribuito a creare nell'immaginario
collettivo la figura del Carabiniere sempre dedito al servizio e
vicino alla gente.
Il primo memorabile incontro tra cinema e Arma dei Carabinieri, ha
ricordato il Colonnello Corsetti, risale agli anni '50 con la
fortunata serie di "Pane, amore e …" con Gina Lollobrigida e
Vittorio De Sica. Terminata la storica stagione neorealista, si
dette vita alla figura del Maresciallo Carotenuto, in servizio
presso una piccola comunità rurale. Nella scia dei film dedicati
all'Arma si collocano "I due Carabinieri" (1984), con Enrico
Montesano e Carlo Verdone, e "Il Tenente dei Carabinieri" (1986),
con Enrico Montesano e Nino Manfredi. Dagli Anni '90 è
s tata
invece la televisione a interessarsi ai Carabinieri con
crescente insistenza.
Nel 1995 l'Arma ha iniziato a collaborare alla fiction "Il
Maresciallo Rocca" che, grazie anche all'interpretazione di Gigi
Proietti, ha fatto registrare un grande successo di pubblico, tanto
da spingere la produzione alla realizzazione di altre serie di
episodi nel 1999, 2000, 2002, 2004, sino alla sesta, in corso di
lavorazione. Altre fiction hanno rappresentato i Carabinieri
immersi nella loro realtà quotidiana del piccolo centro della
provincia italiana, quali "Don Matteo" e "Carabinieri" ed altre che
hanno posto l'accento sui Reparti Speciali: "Ris-Delitti
Imperfetti" rappresenta in modo adeguato il livello d'eccellenza
raggiunto nelle investigazioni scientifiche dall'Istituzione.
Non
sono mancati negli ultimi anni anche i tributi ai caduti dell'Arma
nell'adempimento del dovere.
Il Vice Brigadiere Salvo d'Acquisto, di cui è in corso la causa di
beatificazione, sacrificatosi eroicamente nel settembre 1943 per
strappare molti civili alla dura rappresaglia nazista, e le 19
vittime italiane (di cui 12 Carabinieri) dell'attacco terroristico
al contingente in missione di pace in Iraq nel novembre 2003.
Le fiction "Salvo d'Acquisto" (2002) e "Nassiriya" (2006), nel
raccontare la dedizione sino all'estremo sacrificio di pochi
uomini, intendono onorare tutti i Carabinieri silenziosamente
caduti in ogni tempo nell'adempimento del proprio dovere a servizio
della collettività.
Nella
scia della silenziosa dedizione e del supremo sacrificio, si
colloca l'ultima produzione televisiva "Il Generale Dalla Chiesa",
andata in onda proprio in questi giorni, ispirata alla figura del
Generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, di cui
quest'anno ricorre il 25° Anniversario dell'uccisione avvenuta il 3
settembre 1982.
La storia dei Carabinieri è fatta soprattutto di piccoli episodi
quotidiani, di sacrifici, di abnegazione, nobilitata da atti eroici
e silenziosi verso la comunità.
Un concetto, quello della "prossimità" al cittadino, insito nel
"patrimonio genetico" dell'Arma e che si manifesta nella capacità
di instaurare una vera e propria simbiosi con la popolazione
locale, grazie alla capacità di ascolto dei problemi quotidiani che
tanto contribuisce all'opera di "rassicurazione sociale" garantita
dalla Stazione Carabinieri.
Anche la
Rai, presente all'evento con il dirigente di Rai Fiction, dott.ssa
Cecilia Cope, ha apprezzato il legame ormai solido con i
Carabinieri e ha paragonato i nuovi prodotti alla "Piovra", la
serie che "ha affrontato la prima volta il problema della mafia
in modo completo ed è stata in quel tempo un'occasione di rottura e
di crescita civile, la ragnatela e stata portata alla luce
evidenziando problematiche sociali e del territorio".
Tra
gli interventi dei referenti nazionali italiani va citato
quello della prof.ssa Milly Buonanno, docente della Teoria
della Televisione presso la Facoltà di Scienze della
Comunicazione dell'Università "La Sapienza" di Roma e
Direttore dell'"Osservatorio sulla Fiction Italiana" che ha
precisato come "… nelle fiction ambientate in contesti
professionali e istituzionali, dove i protagonisti sono
personaggi singoli oppure comunità di caratteri, è possibile
ravvisare i presupposti di una funzione simbolica di un certo
rilievo. Questa funzione consiste essenzialmente
nell'introdurre un carattere fondamentale della modernità, e
cioè la fiducia individuale e collettiva accordata ai "sistemi
astratti", attraverso la mediazione della personale relazione
di fiducia instaurata con gli "agenti concreti" di tali
sistemi". |
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