Sono stati
celebrati questo pomeriggio nel Duomo di Verona, gremito di
gente, i funerali di Stato del S. Tenente dei Carabinieri
Enrico Frassanito, deceduto domenica scorsa per le gravissime
lesioni riportate a seguito dell'attentato del 27 aprile a
Nassiriya. Molte le autorità di Stato e di governo presenti,
ma anche tanti colleghi, amici e cittadini che hanno voluto
testimoniare il loro affetto e stima. Tra le numerose corone,
anche quella del Presidente della Repubblica, portata da due
corazzieri, e della Presidenza del Consiglio. Presenti tutti i
vertici militari: il Capo di Stato Maggiore della Difesa
Giampaolo Di Paola, il Comandante Generale dell'Arma dei
Carabinieri Luciano Gottardo, il Capo di Stato Maggiore
dell'Esercito Filiberto Cecchi, il Capo di Stato Maggiore
dell'Aeronautica Leonardo Tricarico, il Comandante
Interregionale dei Carabinieri Vittorio Veneto Libero Lo
Sardo, il Comandante della Regione Carabinieri Veneto Massimo
Iadanza, ed il presidente del Co.Ce.R Carabinieri Serafino
Liberati.
Incessante per
tutta la giornata è stato l'omaggio dei cittadini al feretro
avvolto nel tricolore di Frassanito, morto, secondo quanto
emerso dall'autopsia disposta dalla magistratura romana, per
uno "choc settico irreversibile". Uomini e donne, spesso
incapaci di frenare la commozione, ma anche intere scolaresche
con lo zaino in spalla, accompagnate dai loro insegnanti,
hanno voluto sfilare con compostezza davanti alla bara, chiusa
solamente pochi minuti prima dell'apertura della cerimonia,
per rivolgere una preghiera o deporre un fiore, fino a formare
ai piedi della bara una piccola catasta di petali profumati.
Neppure un autentico diluvio di pioggia abbattutosi sulla
città ha potuto frenare la processione dolente di persone che
hanno voluto sostenere idealmente, con migliaia di braccia, lo
strazio dell'anziana madre settantenne del Tenente e degli
altri familiari. Tra le mani di mamma Anita la fascia azzurra
che conferiva al figlio il grado di S. Tenente.
Il feretro è stato trasportato a braccia da sei marescialli e
seguito da un tenente che ha portato il cuscino sul quale erano
posti il berretto, la sciabola, la sciarpa e le decorazioni del
militare.
Ad officiare la
messa solenne, concelebrata da 10 sacerdoti ed introdotta dal
vescovo di Verona, Padre Flavio Carraio, l'ordinario militare
arcivescovo Angelo Bagnasco che, nell'omelia ha ribadito il
carattere di sacrificio e dedizione dell'esistenza di
Frassanito. "Quando un uomo - ha detto Bagnasco - va
incontro ad un altro con umile semplicità e fino al
sacrificio, allora quell'uomo incontra Cristo".
L'arcivescovo ha quindi ricordato che "ogni vita che si
spegne lascia il mondo più buio, specialmente nel cuore della
famiglia e degli amici". "Quando la morte - ha
aggiunto l'arcivescovo - è affrontata per motivi alti, il
buio si dirada e diventa una luce. Ogni esempio di dedizione e
sacrificio è una luce del mondo che alimenta la speranza della
forza del bene". Nelle parole dell'arcivescovo anche il
significato della missione a cui partecipava Enrico Frassanito
in Iraq: "Enrico nella sua missione di carabiniere - ha
detto - ha scelto di affrontare rischi e pericoli per il
bene della gente. Il nostro fratello Enrico ora incontra il
suo Signore. La sua vita era fatta di servizio quotidiano,
professionale, di presenza capillare davanti alla sua gente in
Italia e lontano per la ricostruzione di un popolo". Padre
Flavio Carraio, invece, ha sottolineato come la morte del
carabiniere veronese, di origini pugliesi, sia stato un passo
che ha "aggiunto dolore al dolore per la speranza che aveva
suscitato la sua condizione fisica in un primo momento. E'
stato - ha osservato - come se avesse voluto resistere
per morire a Verona, vicino all' abbraccio della
mamma".
Un lungo applauso ha salutato l'uscita dal Duomo di Verona del
feretro di Frassanito.
Fuori dalla
chiesa le massime cariche dello Stato e del governo hanno
salutato i parenti del caduto. Tra questi, il sottosegretario
alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. "Il sacrifico di
questi due ragazzi - ha detto Letta riferendosi anche
all'altro caduto veronese, il tenente degli alpini Manuel
Fiorito morto a Kabul - è una lezione per il senso del dovere,
per l'impegno, per il senso dello Stato. Il modo con cui
Verona li ha accolti, riabbracciati e salutati e' un'altra
lezione, un esempio a tutta l'Italia di come un popolo intero
si sappia stringere attorno a chi fa il proprio dovere".
La salma di Enrico Frassanito sarà ora sepolta nel cimitero
della frazione Chievo a Verona.