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Eventi
| Nassiriya, il Maresciallo Frassanito non ce l'ha
fatta |
Verona,07/05/2006
E' morto poco dopo il suo
arrivo a Verona da Kuwait City, a dieci giorni dall'attentato
di Nassiriya del 27 aprile scorso, che era costata la vita a 4
militari, 3 italiani ed un romeno. Il maresciallo dei
carabinieri Enrico Frassanito, 41 anni, era sopravvissuto alla
distruzione del blindato a bordo del quale si trovava,
riportando però gravi ustioni su tutto il corpo, che oggi lo
hanno portato alla morte.
Il sottufficiale, residente nel comune di Sona (Verona), era
partito per l'Iraq il 13 aprile scorso e avrebbe dovuto rimanervi
fino ad agosto; in precedenza aveva partecipato a due missioni
all'estero, in Bosnia ed in Erzegovina. Figlio dell'ex comandante
della stazione carabinieri di Verona, era un profondo conoscitore
del mondo arabo, la cui lingua parlava correntemente.
L'annuncio del ferimento del sottufficiale aveva aperto per i
familiari giorni dell'angoscia e dell'attesa. Ed oggi la speranza
di riavere a Verona il loro congiunto, per il quale era pronto da
giorni un letto nel reparto di rianimazione dell'ospedale Borgo
Trento, sembrava destinata ad avverarsi. Ma le cose sono andate
diversamente. L'annuncio ufficiale della morte del maresciallo,
avvenuta alle ore 17.45, è arrivato dall'azienda ospedaliera di
Verona che ha indicato in uno "choc settico irreversibile" la causa
del decesso. In un comunicato, diffuso in serata, i medici hanno
precisato che il trasferimento da Kuwait City era stato deciso
dall'equipe medica giunta dall'Italia in accordo con i medici
locali. Le condizioni cliniche erano critiche con prognosi
riservata, ma stabilizzate da 48 ore. Il quadro clinico delle
infezioni già presenti si è però improvvisamente aggravato. Il
maresciallo è stato rianimato più volte durante il volo e
sottoposto a massaggio cardiaco durante il trasferimento
dall'aeroporto all'ospedale.
Molti i messaggi di cordoglio inviati alla famiglia del
maresciallo ed all'Arma dei carabinieri: dalle più alte cariche
dello Stato, autorità istituzionali, politiche, amministrative,
religiose e militari, ma anche da tanti cittadini e colleghi. Il
presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, in particolare,
ha inviato all'ammiraglio Giampaolo Di Paola, Capo di Stato
Maggiore della Difesa, il seguente messaggio: "Ho appreso con
profonda tristezza che il Maresciallo Aiutante s.U.P.S. Enrico
Frassanito è deceduto, a seguito delle gravi ferite riportate
mentre assolveva la missione Antica Babilonia. In questa triste
circostanza voglia rendersi interprete presso l'Arma dei
Carabinieri dei miei sentimenti di cordoglio, di solidarietà e di
intensa partecipazione al dolore provocato da questo luttuoso
evento". Il presidente Ciampi ha inoltre inviato alla famiglia del
militare caduto un messaggio in cui ha espresso il suo commosso
cordoglio e la sua più sentita partecipazione al loro immenso
dolore.
La notizia della morte di Frassanito ha lasciato commosso e senza
parole anche il sindaco di Verona Paolo Canotto che era in volo per
Roma per accogliere, con il gonfalone della città, il rientro della
salma di Manuel Fiorito, l'alpino scaligero ucciso a Kabul. Zanotto
ha sottolineato che l'amministrazione è ora disponibile a unire il
dolore delle due famiglie per fare in modo che la città tributi la
propria solidarietà e gli onori "a tutti e due i suoi figli
caduti". Manuel Fiorito e Enrico Frassanito potrebbero, così,
ricevere l'ultimo saluto di Verona in un'unica camera ardente che
verrà allestita martedì nella sede municipale di palazzo
Barbieri. |
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