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Si è
chiusa ieri, alle 19.00, con la preghiera di parenti, amici e
cittadini, la camera ardente dei tre militari italiani uccisi
nell'attentato terroristico di giovedì scorso a Nassiriya. Il
rito religioso, officiato nella cappella dell'ospedale
militare del Celio da don Lionello Torosani, ha concluso i due
giorni di dolore che hanno visto la partecipazione di migliaia
di persone che, con sentimenti di profonda commozione e
rispetto, fino all'ultimo minuto prima della chiusura della
camera ardente, hanno reso omaggio alle salme del maggiore dei
paracadutisti Nicola Ciardelli e dei marescialli dei
carabinieri Carlo De Trizio e Franco Lattanzio. Alle 10.30 di
oggi, invece, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei
Martiri a Roma, si sono svolti i funerali di Stato alla
presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi,
di numerose autorità politiche, amministrative, civili e
militari, dei familiari delle vittime della prima strage del
12 novembre 2003, nonché di tantissimi cittadini.
L'arrivo delle salme a Piazza
delle Repubblica è stato salutato da una compagnia di
formazione interforze composta da militari dei Carabinieri,
dell'Esercito, della Marina, dell'Aeronautica e della Guardia
di Finanza, mentre all'interno della Basilica erano presenti
centinaia di militari, di ogni ordine e grado, in
rappresentanza di tutte le Forze Armate.
Molta la commozione durante la celebrazione officiata
dall'Ordinario Militare per l'Italia, Monsignor Angelo Bagnasco,
che durante l'omelia ha sottolineato che ''Il cuore dell'Italia
è qui e pulsa per i caduti di un ignobile attentato'', ponendo
in risalto ''le vite spente da un lampo mentre svolgevano un
generoso lavoro in una missione di pace…
Quando si serve la causa
della sicurezza, della giustizia, della pace e del bene comune
allora si staglia l'eroismo senza esibizioni o applausi".
"Il loro sacrificio - ha aggiunto il vescovo - non sarà
vano e servirà a costruire, anche se lentamente, una umanità
migliore''. Mons. Bagnasco ha continuato rivolgendo un
''pensiero grato'' anche al maresciallo dei
Carabinieri ferito nell'attentato, al caduto romeno e agli
altri colleghi delle vittime rimasti in Iraq di cui, ha detto,
''conosciamo la bontà e il coraggio. I nostri caduti
costituiscono il patrimonio nobile di generosità e umanità che
brilla soprattutto nei nostri militari all'estero''.
Un'opera quella dei nostri militari in missione di pace
''che bandisce la conflittualità esasperata, e si basa
sull'intelligente comprensione delle diversità suggerendo
realistiche soluzioni''.
Il momento più toccante è stato quello della lettura delle
preghiere. Quella del soldato è stata affidata al Capitano dei
paracadutisti Gianfranco Paglia, medaglia d'oro al Valor Militare,
ancora in servizio, ferito a Mogadiscio nel luglio del 1993 e da
allora costretto su una sedia a rotelle, mentre la preghiera del
Carabiniere è stata letta dal Tenente Giorgio Azzarito, diretto
superiore del maresciallo Lattanzio al Nucleo Radiomobile di
Roma.
La solenne cerimonia ha avuto termine sulle note del "Silenzio".
Un lungo e commosso applauso, infine, ha salutato l'uscita dei tre
feretri, avvolti nel Tricolore, portati a spalla dei
commilitoni. |