[d]
In ogni
circostanza,specie di pericolo, va sempre usata una guida
"intelligente".
Se, ad esempio, non si sta
percorrendo la strada ad alta velocità anche il cosiddetto
"pericolo occulto" può essere facilmente evitato.
Pensate, ad esempio, quanti
incidenti sono causati dalle buche e da macchie
d'olio, che guidatori poco attenti non si preoccupano di
segnalare per tempo o di provvedere gettando della terra per
coprire l'olio stesso.
[d]

Altri pericoli, specie per chi guida
un ciclomotore, sono rappresentati dalle foglie cadute durante un
acquazzone, gli aghi di pino, il letame degli uccelli: sono tutti
simili al ghiaccio, rendono pericolose le strade e vi fanno
cadere senza nemmeno capire perché.
[d]
In caso di pericolo siamo portati ad
usare il clacson. A tale proposito il Codice della Strada tratta
l'argomento all'art. 156: "uso dei dispositivi di segnalazione
acustica".
Il dispositivo suddetto deve essere usato ogni volta che le
condizioni ambientali o del traffico lo richiedono al fine di
evitare incidenti, in particolare durante un sorpasso. Di notte si
possono usare i fari di profondità.
Lo stesso vale nei centri abitati.
In caso di necessità i conducenti che trasportano feriti o ammalati
gravi sono esentati dagli obblighi sopra esposti.
IL RISCHIO E' SEMPRE PRESENTE
[d]
Una forma di allarme che aiuta nella
circolazione sulle strade è la percezione del rischio, cioè la
valutazione di quali siano i comportamenti valutati come
pericolosi e quali no.
Quando si percorre una strada è bene essere consapevoli dei
rischi che si corrono: non eccessivamente però, altrimenti non
uscirete di casa. Evitare scontri contro ostacoli improvvisi o
brutte cadute è meno facile di quanto possa sembrare, in questi
casi conoscere i rischi vi rende più vigili.
[d]
Decidere di correre dei rischi
significa, in pratica, fare una comparazione fra i vantaggi e gli
svantaggi di una situazione. L'errore che commettono i più giovani
è quello di includere in questa operazione anche le loro abilità,
troppo spesso sopravvalutandole. Inoltre, molte volte ci si
basa sull'esperienza passata che di solito non comprende incidenti
molto gravi. Per questi motivi i ragazzi hanno una percezione
distorta del rischio. Questo calcolo troppo complesso spesso
risulta sbagliato, anche perché molte variabili sono determinate
soggettivamente. Quest'errore di valutazione porta a comportarsi in
maniera sbagliata in situazioni critiche.
ATTENZIONE... MA A CHE COSA?
[d]
Come avrete ormai capito, quando
siete alla guida di un veicolo dovete tenere d'occhio la strada, la
segnaletica, i pedoni, evitare ostacoli, distinguere i colori del
semaforo e mettere in atto comportamenti giusti, come lasciare
attraversare i pedoni o fermarsi ad uno stop. Quante cose!
In queste attività, molto simili fra loro, sono coinvolti due tipi
di attenzione. La prima si chiama "attenzione diffusa",
perché si divide fra tutti gli stimoli. La seconda si chiama
"attenzione focalizzata", perché seleziona un'informazione e
si indirizza su uno specifico segnale.
Questi due tipi di attenzione sono legati alla capacità di
spostarsi da uno stimolo qualunque ad un altro più importante, come
distinguere un segnale di pericolo fra le altre
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