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I mutamenti di scenario dell'ultimo decennio hanno
comportato una serie di conseguenze anche per la criminalità
organizzata, che ha finalizzato i propri interessi in tutti
quei traffici che avessero una dimensione sovranazionale, dai quali
sta ricavando cospicui guadagni illeciti.
In tale contesto, la criminalità
organizzata sta adeguando le proprie strutture per operare
all'interno di realtà diverse da quelle di origine. Oggi, infatti,
i sodalizi criminosi, per compiere attività illecite in via
permanente su territori diversi, devono interagire con i gruppi
delinquenziali locali ed adottare procedure in grado di integrarsi
con questi ultimi, ridurre il livello di conflittualità e
massimizzare i guadagni. A tal fine occorrono contatti preliminari,
scambio di esperienze e di "modus operandi" tra clan endogeni e
quelli provenienti dall'estero, cambiamento di mentalità,
individuazione di reciproci interessi illeciti e capacità di
concludere accordi.
L'espansione delle attività
malavitose a livello internazionale, peraltro, è agevolata
dall'impiego di sofisticati mezzi informatici e telematici (es.:
rete internet), tanto da configurare uno scenario criminale del
tutto nuovo ed in continua evoluzione, denominato attualmente con
il termine onnicomprensivo "cybercrime".
In tale quadro, pertanto, la
comunità internazionale ha indirizzato i propri sforzi verso
forme di collaborazione sempre più estese, allo scopo di
contrastare la nuova minaccia criminale in un contesto integrato,
caratterizzato da obiettivi ed azioni comuni.
Anche l'Arma dei Carabinieri,
nell'ambito dello sviluppo della politica di cooperazione
dei Ministeri della Difesa e dell'Interno, ha intrapreso
iniziative in tale settore, per affermare la presenza
dell'Istituzione nei vari consessi internazionali, concorrere con
gli altri organismi nazionali, militari e di polizia, ad esportare
le esperienze nazionali, contribuire a contrastare il crimine
organizzato mediante l'individuazione congiunta di obiettivi
prioritari e l'applicazione di omogenee procedure operative.
Per quanto attiene la
cooperazione internazionale di polizia, l'Arma dei
Carabinieri ha sviluppato le proprie linee di indirizzo in aderenza
alle direttive emanate dal Ministro dell'Interno ai sensi dell'art.
6, comma 1., let. g) della Legge 1° aprile 1981, n. 121.
Le azioni intraprese sono state
indirizzate soprattutto verso l'intensificazione dello scambio
di informazioni sui fenomeni criminali emergenti, l'individuazione
delle migliori procedure operative di contrasto, la diffusione
delle esperienze investigative rivelatesi di maggiore
efficacia, nonché la ricerca di proposte per rendere
omogenee le legislazioni nazionali. Ufficiali dell'Arma
partecipano ai lavori dei Gruppi G8 "Esperti Terrorismo" e "di
Lione" - Sottogruppo "Law Enforcement", dei Gruppi di Lavoro voluti
dalla Convenzione di Applicazione dell'Accordo di Schengen
per lo sviluppo dell'"acquis" comunitario, nonché a tutte le
attività di cooperazione di polizia nel settore Giustizia ed Affari
Interni dell'Unione Europea. L'impegno dell'Arma, in particolare,
privilegia le iniziative assunte dall'Ufficio Europeo di
Polizia - Europol, quale organo internazionale preposto
prioritariamente all'analisi dei fenomeni criminali emergenti, che
sta progressivamente evolvendo il proprio ruolo da centro per lo
scambio di dati e notizie a sede di studio e progettazione di
efficaci forme di collaborazione tra le strutture investigative dei
singoli Stati.
In ambito Europol, inoltre,
l'Arma partecipa attivamente ai diversi "archivi di analisi"
(Analitical Work Files - AWF), che contengono dati e notizie
utili alla valutazione delle forme di minaccia di maggiore gravità,
nonché al supporto delle indagini in corso a livello nazionale.
Tale strumento di analisi ha
consentito di avviare autonome investigazioni nello specifico
ambito criminale anche in altri Stati dell'Unione e in Paesi terzi,
pervenendo così ad una integrata azione di contrasto condotta su
scala internazionale.
L'impegno dell'Istituzione in
Europol si è concretizzato anche con il distacco di un Ufficiale di
collegamento presso il desk italiano, due Ufficiali nell'ambito del
Dipartimento di Analisi ed un Ufficiale presso la Task Force
Antiterrorismo.
Inoltre, Ufficiali dei Carabinieri
sono impiegati in qualità di "Ufficiali di collegamento" ed
"esperti antidroga" in numerosi Paesi non U.E..
Il contributo dei Carabinieri alle
progettualità assunte in tema di Giustizia e Affari Interni è stato
significativo anche in occasione delle Riunioni informali della
Task Force dei Capi delle Polizie europee (European Police Chiefs -
Task Force EPC - TF), istituita dal Consiglio di Tampere del 1999,
quale consesso informale volto all'elaborazione delle strategie di
contrasto ai fenomeni criminali transnazionali in favore del
Consiglio dell'UE e per la definizione delle direttive da fornire
ad Europol, nonché per quelle formali del medesimo Consesso,
previsto dall'art. 2.5 del Programma pluriennale de L'Aia,
approvato dal Consiglio Europeo del novembre 2004, che riflette le
innovazioni introdotte dal Trattato che adotta una costituzione per
l'Europa.
L'Arma partecipa poi
alla cooperazione internazionale di polizia sviluppata
attraverso l'Organizzazione Internazionale di Polizia
Criminale -OIPC - Interpol, distaccando, in
particolare, propri Ufficiali presso il Servizio per la
Cooperazione Internazionale di Polizia posto alle dipendenze
del Dipartimento della Pubblica Sicurezza - Direzione Centrale
della Polizia Criminale. Il Servizio si articola su 5
Divisioni: la 2^ e la 3^ rappresentano, in particolare, le
strutture italiane di Interpol.
Due Ufficiali dell'Arma sono,
inoltre, impiegati presso l' "Ufficio europeo per la lotta
antifrode" (OLAF) in qualità di Esperti Nazionali Distaccati. Tale
cooperazione consente di mettere a disposizione dell'Unione Europea
la consolidata esperienza acquisita dall'Arma dei Carabinieri negli
specifici ambiti di specializzazione.
Il Comando Generale - Ufficio Criminalità Organizzata, infine,
coordina la partecipazione dei reparti dell'Arma ai Programmi
comunitari co-finanziati dalla Commissione europea (AGIS, PHARE e
TAIEX) volti alla diffusione dell'acquis comunitario nei Paesi di
nuova adesione e alla condivisione delle migliori prassi di
contrasto ai settori dell'illecito tra le Forze di Polizia dei
Paesi membri.
In particolare, sono state sinora sviluppate diverse iniziative per
la realizzazione di seminari e gruppi di lavoro internazionali in
ambito europeo da parte dei Reparti
specializzati. |