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Le missioni operative fuori
area
I Carabinieri impegnati in missioni
operative all'estero sono oggi oltre 600.
nell'assolvimento dei
medesimi compiti. L'Arma dei Carabinieri vanta una tradizione
di partecipazione ad interventi umanitari e di supporto alla
pace all'estero risalente al 1855. Ha sempre preso attivamente
parte al processo di evoluzione delle operazioni
internazionali, contribuendo, nella sua duplice veste di forza
militare e di polizia, alle più significative esperienze
condotte sotto egida dell'ONU, della NATO, dell'OSCE o in
forza di accordi multinazionali fra Nazioni (c.d. Coalition of the Willings).
Ai tradizionali impegni di natura squisitamente militare e di
polizia militare in supporto delle altre Forze Armate, si sono
aggiunti, nel tempo, quelli di osservazione sul rispetto dei
diritti umani, di addestramento, supervisione e consulenza per la
ricostruzione delle forze di polizia e, infine, di
ripristino/mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica. In
tale ultimo settore d'intervento, assume significativa rilevanza il
contributo assicurato dall'Arma con i Reggimenti MSU
(Multinational Specialized Unit),
operanti nell'ambito delle missioni dell'Alleanza atlantica,
e IPU (Integrated Police Unit)
schierati nell'ambito delle missioni a guida Unione Europea.
La prima MSU vede la luce nell'agosto del 1998, in
Bosnia-Ezegovina, nell'ambito della missione NATO - SFOR, per
l'assolvimento di un ampio spettro di compiti tipici di forze
di polizia "robuste" riconducibili all'esigenza di colmare il
security gap all'epoca individuato dalla NATO - tra gli
assetti militari, pesantemente equipaggiati ed armati e le
unità dell'UN Civilian Police, non
armate e senza mandato esecutivo - nel settore della
sicurezza pubblica, inclusa l'esigenza di addestramento della
polizia locale. Sulla base dell'esperienza e dell'efficacia
evidenziata dalla MSU in Bosnia, le Organizzazioni
Internazionali hanno chiesto, nel 1999, lo schieramento di
altre MSU in Albania ed in Kosovo. Nel 2003 il noto conflitto
in teatro operativo iracheno ha richiesto lo schieramento di
una terza MSU che, in ragione del peculiare ambiente
operativo, è stata posta alle dipendenze della Task Force a guida italiana.
La capacità di intervento in
contesti operativi differenziati, la piena interoperabilità ed
integrabilità con le altre forze militari, fa della MSU uno
strumento flessibile e versatile utilizzabile anche in ambito
europeo per l'assolvimento dei "compiti di Petersberg" (dal
luogo in cui, nel giugno 1992, si è tenuto il Consiglio
dell'UE che li ha definiti. Si tratta di compiti umanitari e
di soccorso, di attività di mantenimento della pace e di
missioni di unità di combattimento per la gestione delle crisi
militari, ivi comprese le missioni tese al ristabilimento
della pace). Anche gli assetti IPU, al pari di quelli MSU,
possiedono capacità di controllo del territorio, raccolta
informativa, intelligence criminale e
contrasto al terrorismo, come avviene per il Reggimento IPU
operante nell'ambito della missione "ALTHEA", in
Sarajevo.
Di seguito sono riassunte le principali missioni cui l'Arma ha dato
il proprio contributo nell'ultimo decennio, nell'ambio delle varie
Organizzazioni Internazionali e/o in virtù di Accordi tra
nazioni.
Missioni ONU
L'Arma è stata presente, rispettivamente da agosto 1991 ad aprile
1995 e da luglio 1995 a dicembre 2001, nelle missioni ONUSAL
(United Nations Operation in El Salvador) e
MINUGUA (United Nations Verification Mission in
Guatemala), schierate dalle NU per la verifica del rispetto
degli accordi di pace sottoscritti dai Governi di Salvador e
Guatemala ed i movimenti guerriglieri di opposizione nonché per la
tutela dei diritti umani delle popolazioni locali.
Contemporaneamente alla
missione in Salvador, l'ONU, a seguito della firma del
Trattato di Pace per la Cambogia, ha dato corso, dal luglio
1992 al luglio dell'anno successivo, all'UNTAC (United Nations Transitional Authorithy in
Cambogia). A quest'ultima missione l'Italia ha
partecipato con un contingente di militari dell'Arma dei
Carabinieri, a cui sono stati devoluti compiti di controllo
del territorio ed assistenza della popolazione, supervisione
dell'operato della polizia cambogiana nonché vigilanza sul
libero svolgimento delle consultazioni elettorali.
Nei balcani l'Arma ha partecipato, in Bosnia - Erzegovina, alla
missione IPTF (International Police Task
Force) dell'ONU, con compiti di assistenza e
riorganizzazione delle locali forze di polizia, e partecipa
tutt'oggi in Kosovo alla missione UNMIK (United
Nations Mission in Kosovo).
Da settembre 1988 l'Arma è presente in Libano nella missione UNIFIL
(United Nations Interim Force in Lebanon)
per lo svolgimento di compiti di polizia militare nazionale. Dal
2006, con l'avvio di UNIFIL 2, la componente Carabinieri è stata
rinforzata con lo schieramento di una Compagnia di Polizia Militare
a Tibnine ed una componente per attività tecnico - investigative a
Naqoura.
Nel continente africano,
l'Arma ha preso parte alle missioni ONUMOZ (United Nations Operation in Mozambique) ed UNOSOM
(United Nations Operation in Somalia),
avviate nei primi anni '90, con una componente di polizia
militare e con singole unità inserite nell'ambito dei comandi
nazionali ed internazionali delle missioni. Da novembre 2000 a
dicembre 2005, personale dell'Arma dei Carabinieri ha
partecipato alla missione UNMEE (United
Nations Mission in Etiopia and Eritrea) con compiti di
polizia militare nazionale e internazionale.
In Indonesia, un assetto di Carabinieri paracadutisti del 1°
Reggimento "Tuscania" ha partecipato, da settembre 1999 a marzo
2000, alla
missione INTERFET (International Force in Eastern
Timor), autorizzata dal Consiglio di Sicurezza delle NU a
seguito dei gravissimi episodi di guerra civile avvenuti
nell'isola, per ristabilire la pace e la sicurezza nell'area e
facilitare le operazioni di soccorso umanitario a favore della
popolazione.
In Sudan, nell'ambito della missione UNMIS (United
Nations Mission in Sudan), di assistenza al governo
Sudanese, personale dell'Arma ha svolto funzioni di polizia
militare da giugno a dicembre 2005.
L'Arma, infine, è presente a Cipro dal 2005, nell'ambito della
missione UNFICYP (United Nations Force in
Cyprus), con compiti umanitari e di assistenza alla polizia
locale nonché per concorrere al controllo della "zona cuscinetto"
che separa il Nord turco dal Sud greco.
Missioni NATO
Le missioni NATO nei Balcani hanno costituito il maggiore impegno
operativo e logistico dell'Arma dei Carabinieri, che è stata
presente nell'area sin dall'avvio della missione IFOR
(Implementation Force) assolvendo,
oltre che funzioni di polizia militare, anche compiti
combat con aliquote del 1° Reggimento
Carabinieri Paracadutisti "Tuscania". Da agosto 1998, poi, a
fianco dei reparti impegnati nelle tradizionali funzioni
militari, l'Arma ha schierato in Bosnia, con il passaggio
alla missione SFOR (Stabilisation
Force), un Reggimento MSU - SFOR che ha operato fino a
dicembre 2004.
Da agosto 1999 un Reggimento
MSU è schierato nell'ambito di KFOR (Kosovo
Force), la forza della NATO presente in Kosovo, con
compiti di controllo del territorio, info-ghatering, pattugliamento delle aree
sensibili, ripristino/mantenimento dell'ordine e della
sicurezza pubblica, investigazione e intelligence criminale, contrasto al terrorismo,
addestramento del Kosovo Police Service
(KPS) nonché consulenza in materie specialistiche (tutela
della salute, dell'ambiente, del patrimonio culturale e
investigazioni scientifiche). Il Reggimento MSU, altresì,
collabora nel campo intelligence con la
polizia ONU della missione UNMIK. Il successo delle MSU ha
suscitato, sin dagli esordi in Bosnia, l'interesse di numerosi
Paesi Europei ed extra Europei, che hanno chiesto di
contribuire con proprio personale alle Unità, accrescendone
così la valenza multinazionale e contribuendo a consolidare la
posizione di leadership internazionale
dell'Arma nel mantenimento della legalità e dell'ordine nelle
aree di crisi.
Da aprile a settembre 1999, nell'ambito della missione
Allied Harbour, ha operato in Albania
la MSU AFOR, posta alle dirette dipendenze del Comandante
della forza NATO di Teatro.
Da agosto 2001 l'Arma impiega personale con compiti di polizia
militare nell'ambito dei Quartier Generali della NATO in Macedonia
ed in Albania.
Nell'ambito della missione NATO Training
Mission - Iraq (NTM-I), l'Arma impiega a Baghdad, dal 2007,
una componente addestrativa altamente qualificata per
l'addestramento della Iraqi National Police
(INP) ossia la Gendarmeria irachena. Il progetto, avviato su
richiesta del Ministro dell'interno iracheno e sostenuto dalle
Autorità militari statunitensi in Iraq, si inserisce tra le
iniziative più riuscite ed apprezzate, a livello internazionale,
tese alla stabilizzazione dell'area attraverso la ricostruzione
delle locali forze di sicurezza.
Sempre sotto egida NATO, l'Arma contribuisce alla missione ISAF
(International Security and Assistance
Force) in Afghanistan con assetti di polizia militare e per
l'addestramento dell'Afghan National Civil Order
Police (ANCOP - ossia i "Battaglioni mobili" della polizia
afgana), schierati sia a Kabul che ad Herat. Nell'ambito di tale
contesto operativo, personale del Gruppo di Intervento Speciale
dell'Arma deiu Carabinieri ha proceduto all'addestramento della
"Guardia del corpo" dell'ex Sovrano afghano, Zahir Shah, rientrato
in Patria il 18 aprile 2002 dopo oltre 30 anni di esilio in
Italia.
Personale dell'Arma dei Carabinieri ha contribuito con assetti di
Polizia Militare al contingente italiano schierato in Pakistan,
nell'ambito dell'operazione dell'Alleanza INDUS, per fornire
supporto e assistenza alla popolazione pachistana colpita ad
ottobre 2005 da un violento terremoto.
Missioni UE, OSCE o conseguenti ad accordi multinazionali o
bilaterali
In Bosnia - Erzegovina, l'Arma ha partecipato al contingente di
polizia internazionale fornito nel 1994 dai Paesi aderenti
all'Unione Europea Occidentale (UEOPOL), finalizzato ad
organizzare, addestrare, supervisionare e monitorare le funzioni
svolte dalla polizia croata e musulmana nell'area di Mostar.
Attualmente i Carabinieri sono presenti nell'ambito della missione
EUPM (European Union Police Mission), che
dal gennaio 2003 ha sostituito l'International
Police Task Force (IPTF) nell'assolvimento dei medesimi
compiti.
Nell'ambito delle missioni
"robuste", l'Arma dal 1998 ha schierato in Bosnia un proprio
contingente inizialmente sotto egida NATO (Reggimento MSU -
SFOR) successivamente transitato, a dicembre 2004, sotto
ombrello UE con la denominazione di Reggimento IPU - EUFOR. Da
novembre 2007, nell'ambito della suddetta Integrated Police Unit (IPU) si è inserita una
componente della Forza di Gendarmeria Europea (EUROGENDFOR -
EGF), costituita dai cinque Paesi europei che dispongono di
forze di polizia ad ordinamento militare alla pari dell'Arma
dei Carabinieri (Italia, Spagna, Portogallo, Francia e
Olanda), con Quartier Generale a Vicenza, a cui l'Arma
partecipa con proprio personale.
Un Reggimento MSU è stato, altresì, schierato da giugno 2003 a
dicembre 2006 in Iraq, nell'ambito dell'Operazione "Antica
Babilonia".
In Kosovo, i Carabinieri hanno operato nell'ambito della Missione
KVM (Kosovo Verification Mission) dell'OSCE
(Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa), che
dal 1998 al 1999 ha avuto il compito di verificare il rispetto
dell'immediata cessazione delle ostilità ed il mantenimento del
cessate il fuoco, favorendo nel contempo, la soluzione dei problemi
con mezzi politici, il rientro dei rifugiati nelle proprie
abitazioni ed il libero accesso alle organizzazioni
umanitarie.
Nei balcani l'Arma è stata impiegata, altresì, da aprile 2005 a
giugno 2006 anche nella FYROM (Former Yugoslav
Republic of Macedonia) con la missione EUPOL Proxima (poi
diventata EUPAT), finalizzata alla costituzione di
un'organizzazione di sicurezza multietnica nel Paese in grado di
garantire autonomamente il rispetto e l'imposizione della
legge.
In Albania, l'Arma è stata presente in numerose missioni.
Nell'ambito della Forza Multinazionale di Protezione (FMP), ha
garantito, in particolare, la cornice di sicurezza per favorire le
libere elezioni e la protezione agli osservatori dell'OSCE nelle
delicate fasi della predisposizione dei seggi, delle operazioni di
voto e degli scrutini. Nell'ambito delle iniziative della UEO, ha
partecipato con Ufficiali e Sottufficiali alla missione
internazionale MAPE (Multinational Advisory Police
Element), che ha svolto compiti di assistenza, consulenza ed
addestramento della polizia albanese. Successivamente, nel quadro
di una iniziativa del Ministero dell'Interno italiano, ha
costituito nel mese di novembre 1997 una missione interforze di
polizia, terminata nel dicembre 2001, volta ad una più incisiva
assistenza alla polizia albanese soprattutto nelle attività di
consulenza finalizzate alla sua riorganizzazione ed allo sviluppo
della collaborazione tra i due paesi nella lotta alla criminalità
ed all'immigrazione clandestina.
Analogo impegno è stato assunto con la D.I.E. (Delegazione Italiana
Esperti), costituita a seguito di una intesa tra il Ministero della
Difesa Albanese e quello Italiano, nel cui ambito l'Arma svolge,
dal 1998, un attivo ruolo per la ricostituzione e l'addestramento
della polizia militare, tanto che le locali autorità politiche
hanno individuato nell'Arma dei Carabinieri il modello
organizzativo di riferimento per l'istituzione di un nuovo corpo di
polizia, la Guardia dello Stato Albanese.
Nel quadro delle missioni di osservazione, è estremamente
significativo l'apporto dell'Arma in Palestina, ove i Carabinieri,
nel quadro della missione multinazionale TIPH (Temporary International Presence in Hebron) sono
presenti nella città di Hebron dal gennaio 1996 con il compito di
supervisionare l'applicazione dell'accordo firmato tra Israele e
l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP),
favorendo così il delicato e difficile processo di pace
arabo-israeliano. In particolare, ai militari sono stati devoluti
compiti di pattugliamento ed osservazione delle violazioni dei
fondamentali diritti.
Sempre in Medio Oriente,
l'Arma schiera nella missione EUBAM - Rafah (European Union Border Assistance Mission presso il
valico di Rafah) un nucleo inquadrato in un contingente
multinazionale con a capo un Generale dell'Arma, con il
compito di assistere l'Autorità Palestinese nelle operazioni
di frontiera presso il valico di Rafah e per assicurare una
presenza internazionale, con funzioni di monitoring e
mentoring, durante l'apertura del valico.
In Afghanistan, nell'ambito della missione EUPOL - Afghanistan
(European Union Police in Afghanistan),
avviata a luglio 2007, l'Arma impiega un Ufficiali quale Vice Capo
Missione/Capo di Stato Maggiore della missione oltre a vari
Ufficiali e Marescialli nell'incarico di monitors, con compiti di
addestramento, supervisione e consulenza per la ricostruzione
dell'Afghan National Police (ANP).
Da aprile 2005 personale dell'Arma è impiegato nella Repubblica
democratica del Congo nell'ambito della missione EUPOL Congo, con
compiti di addestramento della polizia locale , e da marzo 2008 in
Chad, nell'ambito della missione EUPOL, con un assetto di polizia
militare e con personale infermiere e medico presso l'ospedale
italiano in Abechè. |
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