
Compiti specifici della Mape
furono: dare consulenza sulla revisione e applicazione della
legge dell'Ordine Pubblico; fornire proposte per i necessari
cambi della struttura e della legislazione albanese per le
Forze di Polizia; formulare specifiche raccomandazioni per una
assistenza a breve e a lungo termine per le Forze di Polizia
albanesi; addestrare poliziotti e istruttori e organizzare
corsi di aggiornamento post Accademia; dare consulenza nel
settore della logistica e dell'organizzazione della catena di
Comando e di Controllo.
La missione era iniziata il 12 maggio 1997, con l'arrivo di un
Nucleo Avanzato (
Advance Party) a Tirana nel
quadro del potenziamento della presenza Ueo in Albania, come
Missione consultiva per il Ministero degli Interni albanese per
l'ordine pubblico e la sicurezza e di addestramento della Polizia
locale, a seguito dell'accordo con le autorità albanesi per lo
sviluppo di forme di assistenza a favore della Polizia locale.
Doveva servire a dare un senso di sicurezza alla popolazione civile
e un supporto morale e psicologico alle autorità albanesi nella
ricostruzione del loro Stato. Il periodo di attività era stabilito
in rapporto alla presenza e al mandato della Fmp (anche conosciuta
con la sigla inglese di Mpf,
Multinational
Protection Force), istituita secondo la risoluzione n. 1101
del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in quanto
considerata essenziale nei luoghi dove si volevano realizzare
iniziative per la riorganizzazione della Polizia albanese. La
previsione iniziale di durata della Mape era di tre mesi
dall'arrivo dell'
Advance Partyin Albania. I
componenti la missione furono autorizzati a portare l'arma corta,
considerate le particolari condizioni della nazione: normalmente le
missioni di assistenza e consulenza agivano disarmate. L'area di
operazione della Mape comprendeva Tirana con i suoi quattro
distretti di Polizia e altre aree albanesi dove fosse presente Fmp
o sicurezza adeguata.
Un ufficiale dell'Arma, insieme a due funzionari della Polizia di
Stato, aveva partecipato alle missioni esplorative condotte
nell'aprile 1997 e a quella del 12 maggio, considerata l'inizio
ufficiale della Mape, quando erano state avviate le attività non
solo ricognitive, ma anche organizzative, per definire i contorni
programmatici dell'assistenza alla Polizia albanese. La fase
ricognitiva era stata guidata dal rappresentante francese come Capo
Missione. In quel momento erano già presenti a Tirana 2 ufficiali
dell'Arma, uno per il team interforze della Missione Bilaterale (v.
cap. successivo) e uno che comandava il Reparto di Polizia Militare
della Forza Multinazionale di Protezione.
Era stato deciso che ogni nazione avrebbe partecipato con non più
di due componenti. Agli inizi l'Italia fu presente con due unità:
un vice questore della Polizia di Stato, che fu designato quale
Vice Capo della Missione, con compiti di collegamento con la
Bilaterale, promossa dal Ministero dell'Interno italiano, e un
ufficiale superiore dell'Arma, che ebbe l'incarico di Responsabile
del settore Ordine pubblico (
Senior
Advisor): un ruolo molto delicato, forse il più delicato
della struttura, sia perché alquanto problematico per la situazione
albanese contingente, sia perché da questo dipendevano il maggior
numero di istruttori di varie nazionalità.
È indubbio che l'assegnazione ad un ufficiale dell'Arma di quel
particolare settore significava un riconoscimento all'Istituzione
per la sua consolidata esperienza in materia. Del resto, l'11
giugno 1997 il Consulente Speciale (
Special
Advisor) del Segretario di Stato americano, in un incontro
con le massime autorità italiane, aveva ribadito l'apprezzamento
degli Stati Uniti per quanto fatto dall'Italia in Albania e aveva
dichiarato di ritenere utile che, nel programma di assistenza alle
Forze Armate albanesi, fossero create delle unità per la sicurezza
interna e l'ordine pubblico modellate sull'esempio dell'Arma dei
Carabinieri.