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11-12/05/2005 >
11 maggio
Col. G.D.F. Alessandro
Buttice'
Informazione e comunicazione come
strumento di prevenzione della frode: la rete dei comunicatori
antifrode dell'OLAF
Buongiorno a tutti, vorrei innanzi
tutto precisare che non sono qui in veste di Ufficiale della
Finanza ma come capo dell'Unita di Comunicazione e Pubbliche
Relazioni dell'OLAF (Ufficio Europeo Anti-Frode) di cui ha già
parlato stamattina il Dott. Perduca e di cui vi parlerà nello
specifico, per quanto attiene al settore agricolo, la Dott.ssa
Sperberg che è la responsabile dell'Unità operativa che si occupa
di questo settore. Il mio intervento invece, si riferisce ad un
tema che è stato introdotto già in alcuni interventi della giornata
odierna dei lavori. Il Generale Curatoli che ringrazio ancora per
l'invito e per l'organizzazione, ha concluso il suo intervento
ribadendo la necessità di dare fiducia al cittadino ed è da quì che
vorrei partire nel mio intervento. Il dott. Cornero, come
giornalista, ha fatto riferimento esplicito anche al fatto che i
media e tutto il mondo giornalistico in generale deve svolgere la
sua importante funzione di mezzo di diffusione per far arrivare
questa fiducia al cittadino e, allo stesso tempo, compensare la
sfiducia che i media stessi, dando risalto in prima pagina solo
alle brutte notizie piuttosto che ad altre, hanno la tendenza a
creare per ragioni di carattere meramente produttivo. Questa
mattina il dott. Podger, direttore dell'EFSA, l'autority
internazionale della sicurezza alimentare, riferendosi alla
politica di trasparenza di comunicazione, ha detto che per loro la
comunicazione è libera ed indipendente da un qualsiasi controllo
politico. È questo un discorso a me molto caro, per via del mio
ruolo di responsabile delle comunicazioni di un servizio
investigativo indipendente a livello comunitario qual è l'OLAF.
Pure il dott. Vigna ha concluso il suo intervento, facendo un
appello all'informazione, alla comunicazione e alla
sensibilizzazione dei vari livelli territoriali. Partendo da questi
spunti, è mia intenzione presentare il tema del mio intervento che
è l'informazione e la comunicazione come strumento di prevenzione
della frode, facendo qualche riferimento alla rete di comunicatori
anti-frode dell'OLAF che sono i miei interlocutori nei servizi
investigativi nazionali e che, con mio grande piacere, ho visto qua
presenti in rappresentanza dei loro paesi. Prima di introdurre
questo tipo di politica di informazione e comunicazione in materia
di lotta contro la frode, ritengo sia fondamentale soffermarsi su
quello che è il concetto di frode. La frode può essere definita
come un attentato agli interessi di tutti i cittadini e agli
interessi finanziari comunitari ed è per via di questa
caratteristica che la frode viene percepita come un reato senza
vittime. Questo porta, inevitabilmente, ad un minor controllo
sociale, ad una minore attenzione e ad una minore sensibilizzazione
rispetto a quanto avviene per altri tipi
di illeciti che, ledendo gli interessi dei singoli, determinano una
maggiore attenzione e controllo da parte degli organi competenti.
Resta da chiarire quindi, quale sia la via più idonea per spiegare
ai cittadini i pericoli insiti nel reato di frode e per trasformare
l'informazione e la comunicazione in un azione pedagogica
collettiva o, in altre parole, in uno strumento di prevenzione
della frode. Sebbene, infatti, nel corso di questo importante
seminario si stia parlando di repressione, non dimentichiamoci
dell'importanza di un efficace azione di prevenzione. Questi sono i
principali interrogativi a cui alcuni dei dibattiti pubblici
organizzati dall'OLAF su questa materia, seminari e tavole rotonde,
hanno cercato di dare una risposta. Alcune risposte le abbiamo
trovate e sono ora in corso di pubblicazione. Queste iniziative
hanno avuto la loro origine e la loro ragione d'essere nella
strategia di comunicazione ed informazione dell'OLAF, nato in un
momento storico particolare che è immediatamente seguito alla prima
dimissione di una commissione europea per casi di sospette frodi e
irregolarità. È quindi una politica che è elaborata in quella che è
un po' una fucina di idee che in un certo senso questo ufficio
europeo di lotta anti-frode tenendo conto di progetti futuri ma
anche soprattutto delle azioni immediate e delle attività operative
che si stanno ponendo in essere. È quindi una politica inedita,
fondata però su due concetti relativamente semplici: l'informazione
e la comunicazione non soltanto come servizio per il cittadino ma
anche come strumento di prevenzione della frode. Per raggiungere
questo obiettivo, questa strategia di comunicazione, a nostro
avviso, deve fondarsi sempre sul rispetto assoluto dei principi di
legalità da una parte e sul rispetto dei diritti di ciascuno
dall'altra. Questo si traduce nel rispetto del principio di
presunzione d'innocenza delle persone sotto inchiesta e del dovere
di protezione della riservatezza dell'indagine. La nostra strategia
deve tenere conto anche di un altro dovere, comune a tutti gli
appartenenti agli organismi pubblici, che impone di informare il
cittadino sul modo in cui viene speso il denaro pubblico. Nella
fattispecie dei servizi investigativi, tale dovere porta a dovere
informare sul modo in cui viene speso il denaro per effettuare le
indagini e sui risultati ottenuti che dovrebbero andare a vantaggio
degli interessi generali. Quindi se la politica di comunicazione ed
informazione dell'OLAF, si basa apparentemente su concetti di
facile definizione, la loro realizzazione pratica è tutto altro che
semplice e a volte abbastanza complessa perché le esigenze, di cui
ho fatto cenno, in alcuni casi si scontrano ed entrano in conflitto
tra loro. Qualcuno ha anche detto che la comunicazione anti-frode
non è una scienza esatta ma un arte imperfetta. In altri termini,
attuare una politica di questo tipo attraverso la stampa in questo
particolare settore non è semplice ne per i servizi investigativi
nazionali ne, tanto meno, per un giovane servizio investigativo
comunitario qual è appunto l'OLAF che, contrariamente ai nostri
partners a livello nazionale, non si fonda
sull'esperienza e consuetudini acquisite su decenni d'indagini
amministrative e penali. L'OLAF ha poi potere di agire all'interno
dell'Unione Europea, cioè di un territorio in cui non esiste ancora
un autentico spazio giudiziario ed in cui le frontiere interne, che
non esistono più da molto tempo per le persone, i capitali e le
merci, esistono ancora, purtroppo, per i servizi investigativi e
per l'autorità giudiziaria. L'abbattimento delle frontiere ha
interessato anche l'informazione che circola sempre di più e si
propaga, anche in tempo reale, attraverso canali sempre più
numerosi e sofisticati. Informare e comunicare nel rispetto del
principio della legalità per servire i cittadini, non significa che
può essere rilevata qualsiasi informazione. Esistono infatti,
documenti e riservate che se rese pubbliche possono non solo
danneggiare lo svolgimento delle indagini in corso ma anche i
diritti delle persone. I media pur non essendo l'unico vettore per
questo tipo di informazione, restano tuttavia il principale
pericolo di tale attività di divulgazione e informazione che
potrebbero in taluni casi, se utilizzati in modo non opportuno,
compromettere seriamente i risultati delle indagini e ledere delle
persone. Si può pertanto affermare che, in qualità di responsabili
dei servizi investigativi nazionali e comunitari, noi abbiamo il
dovere di informare e allo stesso tempo di proteggere certe
informazioni. Come ci si può rendere conto, non è facile conciliare
l'esigenza di dare risposta alle legittime aspettative
dell'opinione pubblica in generale e dei media in particolare, che
sono per natura a caccia di notizie e nuove informazioni, con la
necessità della protezione assoluta delle informazioni riservate
acquisite durante l'attività di indagine o coperte da segreto
professionale. Difficile però non vuole dire impossibile, ed il
fatto che l'attuazione di una politica di comunicazione ed
informazione anti-frode sia un compito arduo non significa che non
si possa realizzare. L'esperienza dell'OLAF dimostra che pur
essendo difficile, questo lavoro è comunque possibile. Infatti,
nonostante le numerose difficoltà, l'OLAF in collaborazione con i
membri della sua rete di comunicazione, è riuscita a creare negli
stati membri e successivamente nei paesi candidati, qualcosa che
costituisce indubbiamente un passo ulteriore verso la creazione di
uno autentico spazio europeo di legalità e giustizia anche
attraverso l'informazione e la comunicazione come strumento di
prevenzione. Si tratta di uno spazio formato dalle conoscenze,
dall'informazione e dalla sensibilizzazione dei cittadini europei
su temi che spesso li interessano li riguardano molto più di quanto
non sembri a prima vista. Informare i cittadini sulla necessità di
proteggere gli interessi finanziari comunitari significa anche
prevenire ancor prima che reprimere. Interessante a questo
proposito ricordare che per fare un punto della situazione e capire
quanto il nostro lavoro soddisfi le necessità dei cittadini, la
Commissione Europea su richiesta dell'OLAF ha fatto l'anno scorso
un sondaggio d'opinione per capire il tipo di percezione che i
cittadini europei hanno della frode, come la
distinguono tra i vari tipi esistenti (alimentare, informatica
ecc..) e per quantificare il loro livello di soddisfazione del
sistema d'informazione adottato dalle istituzioni, nazionali e
comunitarie, e dai media. Leggendo gli esiti del sondaggio, sul
nostro sito web abbiamo potuto constatare che le polemiche hanno
interessato un po' tutti. A tal proposito, vi ricordo che una delle
priorità della Commissione Europea presieduta da Barroso è quella
di rafforzare la comunicazione e di ridurre la distanza tra gli
organi e il cittadino comune che si rischia di pagare molto
caramente. Un esempio dimostrativo a tal riguardo è quello della
Francia, dove è ancora incerto l'esito della ratifica della
Costituzione Europea. Si tratta, pertanto, di diminuire la distanza
esistente tra le istituzioni, siano esse comunitarie o nazionali,
con i cittadini. A tal scopo, bisogna parlare, comunicare in modo
chiaro. Quindi, spiegare perché la frode in materia agricola o il
contrabbando, che in apparenza può sembrare una cosa innocua, i
falsi marchi d'autore possono portare danni anche gravissimi agli
interessi dei cittadini. I cittadini, poi, in questo Eurobarometro
non sono soddisfatti di come la stampa li informa di queste cose, a
volte in modo non chiaro, anche per colpa delle stesse Istituzioni,
e di come solo la cattiva notizia faccia notizia, cioè, i cittadini
europei per sapere cosa l'Europa sta facendo per loro devono sapere
anche quello che di positivo si sta realizzando. Creare
un'informazione a livello europeo, creando delle sinergie, le
stesse che si stanno adottando a livello operativo, e questo
seminario insieme a tanti altri ne è una prova, è anche un sintomo
della maggiore consapevolezza, è un fatto positivo di cui ne devono
essere resi partecipi tutti i cittadini. Quindi, l'Europa è anche
oltre mezzo secolo di pace, oltre mezzo secolo di prosperità, anche
se sempre meno spesso si fa caso a queste cose. La stessa cosa vale
per fenomeni più complessi come quello delle frodi in questo
particolare tipo e settore. Voglio ricordare molto bevente quali
sono i principi base di questa comunicazione. Un po' come gli
equipaggi del passato si dirigevano verso terre nuove, anche noi ci
muoviamo in un ambito nuovo, la politica di informazione e
comunicazione dell'OLAF, nata nel 2000 con la creazione dell'OLAF,
si fonda su quattro punti di riferimento: il rispetto assoluto
delle norme di diritto, gli orientamenti dell'Unione Europea in
materia di comunicazione e informazione, a questo proposito ricordo
che nella Commissione Barroso esiste un vicepresidente responsabile
tra l'altro dei rapporti istituzionali e dell'azione di
comunicazione e informazione, perché è una delle priorità della
Commissione Europea. Poi abbiamo le indicazioni dell'Autorità di
bilancio a livello Comunitario, in modo particolare del Parlamento
Europeo, nonché le indicazioni contenute nei pareri del Comitato di
vigilanza dell'OLAF. Navigare con questi quattro punti cardinali
non è sempre agevole ma nonostante tutto difficile non è
impossibile. Abbiamo anche dei risultati e il più importante è
quello della creazione e del mantenimento in vita di questa rete
dei comunicatori antifrode dell'OLAF
(OAFCN). E' una rete che abbiamo creato nel 2001, che conta circa
80 membri, compresi i colleghi dei nuovi Paesi e dei paesi
candidati, in particolare Romania e Bulgaria, che si riunisce
normalmente due volte l'anno. E' composta da tutti i responsabili
degli uffici stampa, portavoce, responsabili della comunicazione
dei nostri partner operativi, che sono abbastanza variegati,
servizi di polizia, doganali, amministrativi e fiscali, con la
finalità di cercare di creare non una sorta di unica agenzia di
stampa ma creare un servizio per il cittadino e informazione come
prevenzione, partendo da una realtà di fatto che esistono i canali
di informazione e che una notizia può raggiungere tutto il mondo il
tempo reale. Le istituzione pubbliche sinora non hanno lavorato con
queste sinergie, anche a causa di competizioni tra i singoli
servizi e molto spesso questo si tramuta in un'attività di
disinformazione. La nostra esperienza è che quando ci si mette
insieme anche in questo settore e, fatto salvo quando ci possano
essere momenti di differenti vedute su singole tematiche, si può
avere solo un effetto positivo. L'effetto positivo è che il
risultato operativo la rete criminale scoperta a livello
comunitario e internazionale può essere divulgata con i moderni
sistemi di comunicazione grazie a queste sinergie dando al
cittadino una maggiore fiducia perché si fa sapere che oltre a
tutti i problemi esistenti ci sono organismi come i nostri che
lavorano assieme, oggi ne è una testimonianza, e che producono dei
risultati. Grazie per l'attenzione.
Col. G.D.F. Alessandro Buttice', Capo Unità
Comunicazione, Pubbliche Relazioni e Portavoce
dell'OLAF |
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