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11-12/05/2005 >
11 maggio
Dott. Giuseppe
Ambrosio
Il sistema agroalimentare europeo tra
qualità e tutela del consumatore. Le Autorità in materia di
sicurezza alimentare
Grazie Presidente, buon giorno.
Innanzitutto vorrei complimentarmi con l'amico Generale Curatoli
per avere avuto l'idea,che con molta determinazione ha conseguito,
di tenere questo seminario su un tema così importante. Come
ricordava il moderatore, il mio intervento, come immagino quello
del collega Podger, direttore esecutivo dell'EFSA, è leggermente
non in tema rispetto agli altri interventi anche se si tratta di
una tematica di grande rilievo, soprattutto per una Paese come
l'Italia, in cui sicurezza alimentare è sinonimo di qualità e su
questo tema ritornerò di qui a poco. Non tolgo spazio al collega
Podger parlando del regolamento 178/2002 che ha previsto, oltre che
principi fondamentali in materia di sicurezza alimentare, la
creazione dell'EFSA. Mi occuperò di quella che è l'interfaccia
italiana dell'EFSA, cioè il Comitato Italiano per la Sicurezza
Alimentare. Il regolamento 178 del 2002 prevedeva infatti che gli
Stati membri si sarebbero dovuti dotare di un sistema armonico,
rispetto al regolamento comunitario, che avrebbe dovuto costituire
l'interfaccia con l'autorità europea. Tale comitato è nato da
un'idea brillante del nostro Ministro Alemanno, che piuttosto che
prevedere l'istituzione di un ulteriore ente, magari appesantendo
il già ampio scenario di enti che operano nel settore pubblico, ha
previsto semplicemente un comitato che metta in rete l'esperienze e
le competenze diffuse in materia di sicurezza alimentare. Il
Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare, è stato istituito a
seguito di una intesa scaturita della conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento
e di Bolzano, il 17 giugno dell'anno scorso. L'idea brillante è
stata quella di mettere in rete le varie competenze che
riguardavano le Amministrazioni pubbliche. Sono interessati
principalmente il Ministero della Salute, il Ministero delle
Politiche Agricole e Forestali ma anche il Ministero delle Attività
Produttive, le Regioni e tutti i centri di ricerca di riferimento
di questi Dicasteri e delle Amministrazioni Regionali. Mi riferisco
all'Istituto Superiore di Sanità, agli istituti zooprofilatici, al
Centro per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura e a tutti
i centri di riferimento nonché all'ampio sistema dei controlli del
MiPAF rappresentato dal Comando Carabinieri Politiche Agricole,
dall'Ispettorato Centrale Repressione Frodi e dal Corpo Forestale
dello Stato. Il Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare è
presieduto, per delega del Ministro della Salute, dal
sottosegretario Bursi, mentre io ne sono il vice presidente. Questo
organismo costituisce l'interfaccia italiana dell'Autorità Europea,
e proprio recentemente, con i colleghi dell'EFSA abbiamo avuto un
incontro presso il Ministero della Salute, molto proficuo. Infatti,
poi terminerò il mio intervento lanciando una benevola provocazione
ma in qualche modo anche uno stimolo a collaborare sempre di più
tra Comitato ed EFSA. Il Comitato ha il compito di coordinare la
definizione di metodi di valutazione uniformi della valutazione di
rischio ambientale, deve promuovere metodi per pianificare dei
programmi di monitoraggio e sorveglianza per la sicurezza e il
controllo dei prodotti alimentari e verificare la corretta
applicazione della normativa in materia di sicurezza alimentare.
Accanto al Comitato vi è una consulta scientifica e gruppi di
lavoro tecnici che supportano l'azione del comitato. Qui, anche in
relazione alle mie competenze di capo dipartimento del Ministero
delle Politiche Agricole e Forestali, vorrei spendere qualche
considerazione che per il sistema paese Italia è molto importante,
e cioè che la sicurezza alimentare, a nostro giudizio, comprende
anche il campo complesso delle frodi, su cui credo che interverrà
poi il collega Podger. Frode non significa semplicemente garantire
al consumatore l'aspetto igienico-sanitario e l'aspetto salutistico
dei prodotti, ma per il sistema paese Italia, un sistema fortemente
vocato alla qualità in maniera forte e determinata, come ha
sostenuto in tutte le sedi il Ministro Alemanno, è un sistema che
si caratterizza per un plus che è costituito dalla qualità dei
prodotti agroalimentari italiani. Con un pizzico di civetteria
possiamo vantare di essere i primi in Europa in quanto a prodotti
registrati. Sono 148 i prodotti registrati a livello comunitario e
il sistema paese Italia può vantare 3500 prodotti tipici e
tradizionali, il che significa che il tessuto italiano è un tessuto
economico fatto di cultura, tradizione, che, a partire dalle
singole realtà tradizionali, permeano così profondamente il tessuto
economico. Questi 3500 prodotti tipici e tradizionali possono
costituire la premessa per il riconoscimento ulteriore di prodotti
a livello comunitario. Abbiamo fatto una proiezione: ben
difficilmente i nostri cugini d'oltralpe, i francesi che fino a
qualche tempo fa erano i primi in questa speciale classifica, per i
prossimi 5 anni ci supereranno. Infatti, rimarremo i primi per le
domande che abbiamo presentato già all'esame della Commissione
Europea; le proiezioni ci danno consolidato questo primato.
Il sistema agroalimentare italiano è il più imitato al mondo e
relativamente al fenomeno delle frodi, stimiamo in tre, quattro
miliardi di euro il danno che derive all'economia italiana dai
fenomeni di contraffazione. Contraffazioni che riguardano anche
paesi che fanno parte come l'Italia del G8, paesi che sono
fortemente evoluti, fortemente avanzati industrialmente, ai primi
posti al mondo che però presentano forme di parmigiano, presunto
parmigiano, con la bandiera italiana, prodotti della salumeria,
prosciutti piuttosto che altri formaggi con la bandiera italiana.
Ciò per denotare l'immagine dell'Italia, perché nell'immagine del
consumatore europeo, soprattutto, ma anche consumatore mondiale
l'Italia evoca il concetto di ciò che è buono e quindi ciò che può
accattivare il gusto del consumatore stesso. Ricordo che drenate i
lavori del Codex alimentarium, svoltosi in Nuova Zelanda, abbiamo
scongiurato un tentativo goffo e con una pronuncia della Corte di
Giustizia europea, che fosse registrato lo standard per il
Parminsan, che è la traduzione in inglese, francese o tedesco del
nostro parmigiano. In quella occasione, in un supermaco
australiano, trovai prodotti con la dizione italian mentre su un
formaggio neozelandese trovai la scritta prodotto da Natale
Italiano dio Parma. E' stata fatta una verifica all'anagrafe
sull'esistenza di questo personaggio ma senza esito. Anche questo è
un goffo tentativo di invogliare la vendita di quel prodotto, il
cui produttore, Natale Italiano, era emigrato in Nuova Zelanda per
continuare una tradizione di famiglia. Abbiamo così il Cambonzola,
che evoca il termine gorgonzola e il Chianti Gallonero registrato
negli Stati Uniti e via dicendo. Quindi, per noi sicurezza
alimentare significa anche difendere la qualità del sistema
agroalimentare europeo rispetto agli altri paesi extracomunitari.
Bisogna fare questo sforzo perché questi tentativi vengano
vanificati in maniera sempre più profonda, perché non è un danno
all'indirizzo del solo sistema agroalimentare italiano, ma è un
danno all'intera economia comunitaria e quindi al sistema economico
comunitario. Ed è questo il motivo per cui recentemente abbiamo
deciso, pur non avendo un interesse diretto nel nostro paese, di
scendere in campo davanti a un tribunale nazionale, il Tribunale di
Milano, per difendere gli interessi dei produttori di una birra di
un paese comunitario per scongiurare quello che a nostro giudizio,
sarebbe un tentativo di contraffazione da parte di produttori
extracomunitari. A nostro giudizio anche questo significa
combattere le frodi in ambito comunitario, quindi evitare che si
possano minare le fondamenta del sistema di qualità
dell'agricoltura e dell'agroalimentare comunitario che sono
sicuramente il più eccellente e il migliore in ambito
mondiale.
La questione della sicurezza alimentare e della lotta alle frodi
deve riguardare anche tutti quegli altri fenomeni sui quali, a
livello comunitario, ci siamo dovuti occupare: la BSE, la diossina,
l'influenza aviaria. E'vero che, in alcune connotazioni di
carattere puntiforme, gli imprenditori agricoli hanno causato degli
impatti per avere usato magari dei mangimi che non andavano usati,
ma molto spesso gli agricoltori e gli allevatori, il sistema
agroalimentare, ha funzionato come accettore di parte. E' il caso
ad esempio della diossina che recentemente abbiamo registrato in
Campania.
Ritorno, avviandomi alla conclusione, dicendo che sicurezza
alimentare non attiene semplicemente al dato sanitario di igiene
degli alimenti, al fatto che un alimento non fa male, ma deve
essere costituito da quel plus, cioè da quella qualità che
significa rispetto di disciplinari di tradizioni, che affondano le
radici nella cultura e nelle tradizioni di una regione, piuttosto
che di un popolo e non a caso, concludo in questo modo, se con
l'azione forte del nostro Ministro e dell'intero Governo italiano
e il Presidente del Consiglio nel dicembre del 2003 l'EFSA,
vincendo la candidatura di Helsinki, è stata assegnata a Parma e
quindi all'Italia, vuol dire che a livello comunitario, dell'UE, è
stato riconosciuto almeno a noi italiani piace così pensare che il
nostro sistema alimentare e agroalimentare è un sistema di
eccellenza, sicuramente il migliore in Europa e, perché no, lo
vogliamo dire, nel mondo. Grazie.
Dott. Giuseppe Ambrosio, Vice Presidente Comitato
Italiano per la Sicurezza Alimentare e Capo del Dipartimento per la
Qualità dei Prodotti Agroalimentari e dei Servizi del Ministero
delle Politiche Agricole e
Forestali |
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