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Versione
italiana
Nessuno ignora che gli antichi
eserciti d'Europa,
ispirati da una ardente Fede
Cristiana, hanno intensamente coltivato tutte le virtù, atte a
formare fortemente e cavallerescamente gli animi dei militari a un
più alto e civile senso della vita.
Fra di esse,
emerse sempre e costantemente rifulse, come fondamento e
principio, quella virtù della Fedeltà, per la quale i militari
stessi, votandosi strettamente al loro Capo e alle patrie
Istituzioni, preferiscono, generosi e coscienti, di anteporre
al proprio bene il bene comune. E non pensiamo che, pur nei
nostri tempi, sia andato perduto o dimenticato questo costume
della Fedeltà; ché proprio essa, cioè la Fedeltà dei militari,
anche col trascorrere degli anni e dopo gravissimi eventi, sia
bellici sia civili, e dopo travolte secolari Istituzioni, è
rimasta intatta e salda per il bene e per la sicurezza della
Patria. Di questa virtù diedero appunto coraggiosamente
fulgentissimo esempio i Militari Italiani addetti alla
pubblica tutela, chiamati "Carabinieri", in quanto che,
saggiamente istituiti in Piemonte, fin dall'anno 1814, per la
difesa dello Stato contro i rivolgimenti dei perturbatori
ossequentemente accolsero e fedelmente osservarono il celebre
loro motto araldico: "Fedele nei secoli". Tuttavia, affinché,
in così mutevole avvicendarsi storico di eventi e di uomini i
predetti Militari rimangano più costanti nel loro servizio e
la loro principale virtù della Fedeltà si congiunga sempre più
all'Altissimo Iddio, i loro Cappellani Militari, incoraggiati
e preceduti dall'Ordinario Militare per l'Italia, suscitarono
in essi una intensa devozione verso la Beatissima Vergine
Maria Madre di Dio, con il titolo di "Virgo Fidelis" così come
è invocata nelle Litanie Lauretane.
Manifestandosi, invero, tale
devozione, non senza spirituale vantaggio, nelle caserme dei
predetti Militari per mezzo di immagini sia scolpite, sia dipinte,
il prelodato Venerabile Nostro Fratello Carlo Alberto Ferrero di
Cavallerleone, Arcivescovo Titolare di Trebisonda, Ordinario
Militare per l'Italia, lo scorso anno, in Roma, nella festa della
Presentazione della Beata Vergine Maria Madre di Dio, solennemente
propose e annunciò come loro Celeste Patrona la stessa Vergine
Maria col nome di "Virgo Fidelis". Trascorso ora il primo anno, lo
stesso Prelato, assecondando i fervidissimi voti del Comandante
(generale dell'Arma stessa, dei Cappellani e agli altri ufficiali,
dei sottufficiali e di tutti i militi, ha rivolto a Noi intense
preghiere, affinché ci degniamo benignamente di confermare e di
promulgare secondo il rito tale tutela o Patronato Mariano sui
Militari Italiani detti Carabinieri ". Inoltre lo stesso
Arcivescovo Ci pregò di stabilire che questa festa si possa ogni
anno celebrare proprio nel giorno 21 novembre, in pio e santo
ricordo, sia della suprema consacrazione della Vergine Maria a Dio,
sia di quel Battaglione di Carabinieri, che, divampando anche in
Africa Orientale l'ultima guerra, fece tutto intero, nel predetto
giorno, il supremo sacrificio della vita nella località di
"Culquaber".
Tutto ciò ben ponderato, e affinché
una cosi grande devozione di Comandanti e di militi non resti priva
di giusto premio, anzi per maggiormente favorirla e accrescerla
ogni giorno più verso Dio e la di Lui Madre, cosicché ciascuno di
essi sia a Dio e alla Patria "fedele sino alla morte", come pare
ammonire nelle immagini la stessa Vergine Maria, assai volentieri
riteniamo siano da accogliere tali voti e preci.
Sentito pertanto il Venerabile
Fratello Nostro Clemente della Santa Romana Chiesa Cardinale
Micara, Vescovo di Velletri, Prefetto della Sacra Congregazione dei
Riti, con certa scienza e matura deliberazione Nostra e per la
pienezza della Nostra Apostolica potestà, in forza delle presenti
Lettere e in modo perpetuo, confermiamo, stabiliamo e dichiariamo
la Beatissima Vergine Maria invocata con inno alla Virgo Fidelis "
massima Patrona Celeste presso Dio dell'intera famiglia militare
italiana che è chiamata Arma dei Carabinieri d'Italia, con tutti e
singoli gli onori e privilegi liturgici che secondo il rito
spettano ai principali Patroni di Associazioni, e con la facoltà di
celebrare la festa della stessa, tutti gli anni nelle caserme dei
detti soldati, nel giorno ventuno del mese di novembre. Non ostanti
tutte le disposizioni contrarie.
Questo noi promulghiamo e
stabiliamo, decretando che le presenti lettere esistano e rimangano
sempre stabili, valide ed efficaci; che acquistino ed ottengano i
loro effetti pieni ed integri; valgano pienissimamente, ora e in
futuro, per quelli ai quali sono rivolte o potranno essere rivolte;
che così si debba secondo la regola giudicare e definire; che da
oggi sia inutile e vana, se mai accadesse, qualche decisione che
fosse tentata in contrasto a queste Nostre (decisioni), da
chiunque, con qualsiasi autorità, scientemente o per ignoranza.
Dato a Castel Gandolfo, sotto
l'Anello del Pescatore, il giorno 11 del mese di Novembre,
nell'anno 1949, undicesimo del Nostro
Pontificato. |