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Lo Stendardo Presidenziale
costituisce, nel nostro ordinamento militare e cerimoniale, il
segno distintivo della presenza del Capo dello Stato e segue perciò
il Presidente della Repubblica in tutti i suoi
spostamenti.
Viene innalzato sulle automobili,
sulle navi e sugli aeromobili che hanno a bordo il Presidente,
all'esterno delle Prefetture quando il Capo dello Stato visita una
città ed all'interno delle sale dove egli interviene
ufficialmente.
Il nuovo Stendardo Presidenziale,
che si ispira alla bandiera della Repubblica Italiana del
1802-1805, vuole legare maggiormente l'insegna del Capo dello Stato
al tricolore, sia come preciso richiamo storico del nostro
Risorgimento, sia come simbolo dell'unità nazionale.
La sua forma quadrata e la bordatura d'azzurro simboleggiano le
Forze Armate, di cui il Presidente della Repubblica è Capo.
Lo Stendardo è conservato
nell'ufficio del Comandante del Reggimento Corazzieri, ove sono
anche collocate la Bandiera di Guerra (assegnata al Reggimento nel
1878) e l'Antica Bandiera Colonnella, simbolo della sua speciale
missione.
Il reparto custodisce anche gli
stendardi dei precedenti Presidenti.
Nel 2011 nel corso della cerimonia del 197° Annuale di Fondazione
dell'Arma dei Carabinieri lo stendardo é stato decorato della Croce
d'Oro al Merito dell'Arma dei Carabinieri per il prestigio
conferito all'Istituzione nel corso dei 143 anni di storia dalla
fondazione.
L'evoluzione
Dopo la proclamazione della
Repubblica, venne provvisoriamente adottata, quale insegna del Capo
dello Stato, la bandiera nazionale.
Soltanto nel 1965, su impulso del
Ministero della Difesa, fu predisposto un progetto per l'adozione
di uno specifico vessillo destinato al Capo dello Stato.
Motivi di opportunità sconsigliarono la soluzione più naturale, il
tricolore con l'emblema della Repubblica al centro: in quella
foggia, infatti, lo stendardo poteva confondersi con l'insegna del
Presidente degli Stati Uniti Messicani, che era anche la bandiera
nazionale di quel Paese.
Fra le varie ipotesi, l'allora
Presidente Saragat scelse quella che prevedeva il drappo d'azzurro,
caricato dell'emblema della Repubblica in oro. Entrambi i colori
appartengono alla più autentica tradizione militare italiana,
simboleggiando, rispettivamente, il comando e il valore.
Questo modello rimase in vigore sino
al 1990, quando il Presidente Cossiga ne adottò uno nuovo,
costituito dalla bandiera nazionale bordata d'azzurro, introducendo
anche un regolamento d'uso che ne moltiplicava l'utilizzazione e
l'esposizione nelle cerimonie e negli edifici pubblici.
Il modello 1990 durò solo due anni. All'inizio del suo mandato,
infatti, il Presidente Scalfaro volle ripristinare lo stendardo del
1965, riducendo, però, le dimensioni dell'emblema della
Repubblica. Questa foggia è rimasta in uso fino al 4 novembre
2000.
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