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CoESPU (Centro di Eccellenza per
le Stability Police Units)
Introduzione
Il 1 marzo 2005, l'Arma dei Carabinieri ha
istituito in Vicenza, nella Caserma "Gen. A.Chinotto", il
Centro di Eccellenza per le Stability Police Units
(CoESPU).
Questo Centro, attualmente diretto dal Generale di Divisione Emilio
Borghini, trae la sua origine da un'iniziativa italiana, sostenuta
dai Paesi del G8 durante l'ultimo summit tenutosi a Sea Island
(USA), e fa parte di un più ampio progetto della Comunità
Internazionale che mira ad offrire assistenza tecnica e finanziaria
al fine di incrementare le capacità globali per le operazioni di
sostegno della pace, con particolare attenzione ai paesi
africani.
Il perdurare dei conflitti in molti paesi in via di sviluppo, un
fenomeno che è diventato endemico in alcune parti dell'Africa, pone
l'interrogativo su come mantenere la pace e la stabilità al fine di
promuovere lo sviluppo sociale e la crescita economica nel
futuro.
Molte iniziative sono state progettate per stimolare lo sviluppo e
incoraggiare il buon governo, per favorire la creazione di
associazioni regionali e creare relazioni politiche con paesi
sviluppati e democratici.
In quest'ottica i leader mondiali hanno riconosciuto che è cruciale
poter sviluppare le capacità di assicurare efficacemente la
stabilità nei paesi che escono da periodi di crisi.
Ciò considerato, i leader dei paesi del G8 al vertice di Kananaskis
del 2002 hanno preso l'impegno di "fornire assistenza tecnica e
finanziaria, in modo da garantire che entro il 2010 le Nazioni
africane e le Organizzazioni regionali e sub-regionali siano in
grado di impegnarsi in modo più efficace per prevenire e risolvere
i conflitti violenti del continente". Al vertice di Sea Island del
2004, i leader del G-8 hanno adottato formalmente un piano d'azione
denominato "Espansione della capacità Globale nelle Operazioni per
il supporto della Pace" che mira proprio ad aumentare la capacità
globale di sostegno alle PSO, particolarmente nei paesi
africani.
Il G-8 Action Plan prevede in particolare di addestrare - entro il
2010 - circa 75.000 "peacekeeper" internazionali; si è considerata
l'opportunità che il 10% di questi (circa 7.500) sia composto da
forze di polizia "tipo-carabinieri/gendarmeria" (ovvero forze di
polizia a status militare), specializzate nella gestione della
transizione da una situazione di post-crisi ad un contesto più
stabile per la ricostruzione.
Chiaramente, l'ambizioso progetto del G-8 richiederà un
accrescimento delle competenze di peacekeeping in quei Paesi le cui
forze potrebbero essere disponibili per lo sviluppo delle
operazioni di supporto della pace. Sarà necessario promuovere la
creazione di forze tipo Carabinieri/Gendarmeria, che siano
preparate per un dispiegamento rapido, logisticamente indipendenti,
in grado di interoperare con componenti militari e con la capacità
di stabilire una forte presenza di polizia in ambienti
ostili. |
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